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Rapporto ecomafia 2008

aumentano i reati

Presentato questa mattina, nella sede nazionale di Legambiente, il “rapporto ecomafia 2008”, annuale resoconto sulla criminalità ambientale in Italia. E lo scenario emerso è tutt’altro che roseo. Aumentano i reati, i sequestri, le persone denunciate, aumentano i clan. Cosa nostra, secondo il rapporto, sembra passarsi il testimone, nella gestione dei rifiuti, con il clan dei Casalesi. Non si fermano, ma al contrario, aumentano i reati contro l’ambiente, 83 al giorno, con una media impressionante di circa 3 reati ogni ora. Solo nel 2007 le azioni illegali sono arrivate a quota 30.124.

239 le associazioni, tra famiglie e clan dell’ecomafia che insieme producono un giro d’affari vicino ai 20 miliardi di euro. E nella lista delle regioni colpite il Lazio supera la Sicilia attestandosi al quarto posto, preceduto da Calabria, Puglia e Campania, detentrice ancora del primato dell’illegalità ambientale.

Sono 2595 le infrazioni accertate compiute nella nostra regione, 1882 le persone denunciate 714 i sequestri compiuti dalle forze dell’ordine. Ma il Lazio sconta anche un altro triste successo. Sul fronte dell’archeomafia la regione ha subito ben 166 furti di opere d’arte. E oggi a render pubblici i dati non solo del Lazio ma di molte altre regioni italiane, tra gli altri, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, e il ministro dell’ambiente del governo ombra di Walter Veltroni, Ermete Realacci. Secondo l’esponente del Pd solo un’azione congiunta tra le forze dell’ordine e la popolazione potrebbe rappresentare la giusta arma per combattere una tra le piaghe più fitte del paese.

[04-06-2008]

 
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