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In Bruges

di Martin McDonagh. Con Colin Farrell, Ralph Fiennes

di Svevo Moltrasio

Due killer professionisti vengono spediti per alcuni giorni a Bruges in seguito ad un omicidio andato a finire male. Uno più tranquillo si gode la città, l’altro, inquieto, vuole tornare a casa. Le cose si complicheranno e non sarà tanto facile andare via.

Scritto e diretto dal commediografo e romanziere inglese Martin McDonagh, esordiente ma con alle spalle già un Oscar per un cortometraggio, IN BRUGES è frutto di una coproduzione inglese e belga. Nonostante un cast di rilievo, oltre al protagonista Colin Farrell c’è anche un perfido Ralph Fiennes, il film è passato piuttosto inosservato in tutti i botteghini, compreso il nostro.

Sfruttando l’affascinante location, il centro medievale di Bruges con tanto di nebbia notturna, l’opera deve molto all’ambientazione, sia in funzione visiva che narrativa, con i due killer protagonisti esiliati per alcuni giorni in Belgio che si ritrovano, più o meno ben disposti, a fare i turisti. E la prima parte sfrutta la città anche per definire con intelligenza i due caratteri differenti dei personaggi, tenendosi su di un tono ironico molto inglese con alcune battute che, inevitabilmente, girano a vuoto. Eppure il divertimento non manca, con battibecchi gustosi e innesti di personaggi – la ragazza e il nano – curiosi. La seconda parte, più cupa e violenta, non tradisce le aspettative, grazie ad alcune trovate, soprattutto di scrittura, decisamente ispirate – la scena con il contemporaneo tentativo di omicidio e suicidio – e una resa dei conti che appassiona.

Certo il film è un po’ compiaciuto, con eccesso di preziosismi e sfoggio di stile, ma piace la caratterizzazione dei personaggi: non tanto il protagonista Colin Farrell, che afflitto dal senso di colpa sembra le replica dell’assassino di SOGNI E DELITTI, piuttosto il sensibile collega Brendan Gleeson e il maligno Ralph Fiennes, che con poche scene lascia il segno. E anche l’ironia, nel crescendo finale con tutti i personaggi in scena, si fa più gradevole, e alleggerisce, insieme ad alcuni innesti onirici, le numerose scene di sangue.

***

[26-05-2008]

 
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