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Rassegna stampa estera
 
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L'Arabia Saudita salva il piano alimentare

la FAO ottiene in tutto 960 milioni

di Simone Chiaramonte

L'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha annunciato che l'appello per salvare il programma di sostegno alimentare per i paesi in difficoltà ha ottenuto un successo insperato. Merito soprattutto dell'Arabia Saudita, che ha donato 500 milioni di dollari.

L'agenzia delle Nazioni Unite, che dal 1951 ha sede a Roma e gestisce il più ampio piano umanitario mondiale, avrebbe dovuto tagliare la quantità delle razioni se non avesse ricevuto 755 milioni di dollari: le donazioni di 32 stati hanno addirittura permesso di raccogliere 960 milioni, ossia circa 200 milioni in più che verranno utilizzati per altre emergenze.

"Ci siamo rivolti al mondo ed il mondo è stato generoso", ha detto Josette Sheerab, direttore del World Food Program, che ha poi aggiunto: "Le donazioni saudite salveranno molte persone da morte certa, altre dalla malnutrizione e dalle malattie, oltre ad evitare le agitazioni della popolazione civile". A queste dichiarazioni si sono aggiunti i ringraziamenti del Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon che "ha accolto calorosamente lo storico contributo dell'Arabia Saudita", secondo quanto riferito dalla portavoce.

Il World Food Program descrive la crescita dei costi dei beni alimentari come la sua più grande sfida, stimando che i rincari, dovuti in primo luogo ai prezzi record del petrolio, getteranno 130 milioni di persone nella miseria. Da qui l'apprezzabile aiuto dell'Arabia Saudita che, secondo l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, produce circa 9 milioni di barili al giorno. Quantità per il prezzo si ottiene una cifra considerevole: il costo del greggio ha infatti raggiunto i 130 dollari al barile.

L'ARTICOLO SUL NEW YORK TIMES, IL SITO DELLA FAO

[25-05-2008]

 
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