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Roma e il commissario per i Rom

un rappresentante del governo ricoprirà la carica

Anche Roma avrà il suo commissario straordinario per i Rom. La Capitale, dunque, si adegua al modello milanese, che ieri, durante l’incontro tra il sindaco Letizia Moratti e il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha visto l’istituzione dei poteri speciali per affrontare la questione dei nomadi e la delega al Prefetto del capoluogo Lombardo. Anche a Roma sarà il rappresentante del Governo a ricoprire questo ruolo che è previsto nel “Pacchetto sicurezza” che il primo Consiglio dei Ministri, in programma a Napoli il 21 maggio prossimo, avrà il compito di approvare sotto forma di decreto.

5 i punti: contrasto all’immigrazione clandestina; gestione dei rapporti con i Paesi comunitari, Romania in primis, sulla direttiva europea che prevede i rimpatri per quei cittadini che non hanno reddito o delinquono; definizione del ruolo delle comunità locali nella prevenzione e nel contrasto alla criminalità. individuazione di nuovi reati, come quello di immigrazione clandestina; infine, nuove norme per la lotta contro la criminalità organizzata.

Massimo Converso, presidente dell’Opera Nomadi, esprime forti timori a proposito ed auspica al più presto un incontro con il Comune per rilanciare un patto sociale che non disperda tutto il buon lavoro fatto durante gli anni scorsi. Converso ricorda soprattutto l’opera svolta dal Consigliere delegato per gli affari nomadi Luigi Lusi, una sorta di precursore della figura che si sta delineando in questi giorni, e che, a cavallo degli anni 1999-2000, si occupò della bonifica di alcuni campi, tra cui quelli di via Candoni, de La Rustica, dell’Arco di Travertino, della Muratella e della Vasca Navale. Qualcuno parlò, e ne continua a parlare su internet, di eccesso di zelo in quell’operazione che portò ad una parziale risistemazione della questione con lo spostamento di molte famiglie in aree meglio attrezzate. La situazione appare oggi più difficile, per quanto le motivazioni e le responsabilità siano sempre riconducibili agli stessi personaggi: ossia quei capifamiglia, almeno un centinaio rivela Converso, che delinquono e costringono i membri del proprio clan a commettere reati. Una parte, certamente non trascurabile, della comunità nomade nella Capitale. Ma pur sempre una parte: di una comunità che ha tutto il diritto di essere rappresentata per ciò che è, e di non pagare per gli errori dei soliti impuniti. Perché la questione è tutta là: colpire chi commette reati, a prescindere dalla nazionalità. Avranno usi, costumi e tradizioni diverse i nomadi: che ormai da secoli sono presenti in Italia e nella nostra città. Di cui non rappresentano la parte più sporca, brutta e cattiva.

 
 

[14-05-2008]

 
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