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Indagini omicidio Laurentina

č giallo sull'omicidio dell'informatico

Rimangono ancora molti punti da chiarire sulla morte di Max Skinder, l’informatico ucciso due giorni fa nella sede della sua società in via della Fonte Meravigliosa. Gli inquirenti hanno fermato, con l’accusa di omicidio volontario e tentato omicidio, la sorella della vittima, Desirèe, che si è costituita spontaneamente sotto il consiglio della madre.

Era domenica sera quando la ragazza, di 26 anni, di origine croata, è tornata a casa sporca di sangue, dicendo di aver litigato col fratello. Ma i racconti della giovane sono confusi, non ricorda di aver colpito il familiare né con cosa. A non credere che sia lei l’assassina è uno dei colleghi della società informatica, Stefano Gavazzi. Lui, ricoverato al sant’Eugenio, è stato aggredito alle spalle quando, intorno alle 14 di domenica, ha trovato a terra Kinder agonizzante.

Il giovane ha detto agli inquirenti che è andato via dalla sede della società intorno alle 13, e di essere andato alla stazione Laurentina con un’autobus. Arrivato al capolinea, pero’, ha ricevuto una telefonata del padre che gli diceva di tornare indietro e riparare il server che era ancora guasto. Visto che non passavano altri autobus il giovane ha percorso 3 chilometri e mezzo a piedi arrivando poco dopo le 14 in ufficio. Qui’ è stato anche lui colpito alla testa, perdendo i sensi fino a tarda sera. E qui’ nascono nuovi interrogativi. Perché è stato mandato lui in ufficio per far ripartire il server quando c’era già Skinder che poteva occuparsene?. E perché il padre di Stefano non si è allertato quando non ha più avuto notizie del figlio? Perché Desidreèe, non ricorda o dieci di non ricordare l’aggressione anche se si è costituita?

 
 

[13-05-2008]

 
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