Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

Ultima chiamata

Josiane Balasko ha presentato la sua ultima commedia in scena alla Sala Umberto

di Alessandro Tiberi
 
“A Parigi il pubblico si è sbellicato di risate. Spero che altrettanto accada con il pubblico italiano". E' l'augurio che la regista, attrice, sceneggiatrice

e drammaturga francese (di origine croata) Josiane Balasko ha fatto alla sua nuova commedia “Ultima chiamata”, in prima italiana alla Sala Umberto di Roma per la regia e l'interpretazione di Pino Quartullo.  "Sono lieta - ha spiegato la regista - di essere qui per la prima volta a presentare personalmente un mio lavoro. In Italia sono stati rappresentati altri miei testi, tutti pieni di intricate soluzioni psicologiche, ma quello odierno  è il più

divertente. So che gli italiani amano il genere brillante, spero pertanto di fare centro".

“Ultima chiamata” è la storia di una pop star all'apice del successo, dal temperamento nevrotico e arrogante, che ritiene che tutto gli sia permesso. Rientrando nel suo albergo da un concerto incontra però una ragazza (impersonata da Paola Tiziana Cruciani), misteriosamente apparsa dal nulla, che gli cambia la vita. Un protagonista simpaticamente megalomane, molto preoccupato del suo lavoro e di se stesso, poco attento agli altri ma soltanto alle sue smancerie. "Un ruolo elettrizzante - ha precisato Quartullo - mi è piaciuto subito, una sorta di 'colpo di fulmine' che mi ha indotto a rinviare a data da destinarsi un'altra commedia che avevo in programma. La Balasko ha capito quel che ci vuole quando si parla di un attore e del fatto che abbia o non abbia stoffa. Qui ce ne vuole molta: il che è assai stimolante".

La Balasko ha ammesso di conoscere poco gli autori italiani di teatro, molto di più gli autori cinematografici. "In effetti  - ha detto - ho lavorato e lavoro intensamente per il grande schermo, in oltre vent'anni. Nel cinema francese non si conoscono soste, una vivacità che toglie il respiro, tanto che la mia filmografia è particolarmente ricca, ma è il teatro che amo maggiormente perché mi da la dimensione di quel che è effettivamente la vita. Tra una pellicola e un'altra, la migliore gioia è scrivere un copione". "'Ultima chiamata' - ha continuato la Balasko - l'ho concepito dopo aver interpretato come attrice 'La Vie est a' Nous' di Patrice Laconte, non stavo nella pelle per i riflettori finalmente spenti dello studio e per la piccola lampadina accesa del mio scrittorio in cui cominciava a configurarsi la figura di Alex Martini, il contraddittorio 'divo' che ha stregato il vostro Quartullo". "Spero - ha concluso - che vi divertiate come si sono divertiti i miei connazionali. Si tratta di un testo terapeutico, come, del resto, lo è il teatro nel suo insieme. Io ho vinto un Cesar nel 1996 per la sceneggiatura di un film, grande la soddisfazione, ma ora spero di vincere un Moliere per la mia commedia, penso che valga molto di più. Il teatro è il teatro. Chi vuol capire, capisca…".

[10-05-2008]

 
Lascia il tuo commento