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Nomine e ministri

a breve l'annuncio della squadra di Berlusconi

Silvio Berlusconi

Brucia le tappe e rinuncia alla prassi. Silvio Berlusconi vuole fare subito il nuovo governo ed in serata potrebbe andare da Giorgio Napolitano con la lista già pronta. Il presidente della Repubblica ha terminato le consultazioni incontrando il suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi. E’ pronto quindi a dare l’incarico a Berlusconi per la formazione del nuovo governo e quest’ultimo, invece di accettarlo con riserva e tornare da lui dopo 24 ore con l’elenco dei ministri, potrebbe salire al colle con tutti i nomi.

Il premier in pecore ha lavorato alacremente tutto il giorno per completare un puzzle che accontentasse tutti gli alleati. Intesa in salita con Alleanza Nazionale che, dopo aver perduto il ministero del Welfare, destinato ad Alemanno, ha chiesto e ottenuto una compensazione per un totale di due ministri con portafoglio, 2 senza e 3 viceministri di peso.
Per Altero Matteoli sono pronte le Infrastrutture, mentre Ignazio La Russa andrebbe alla Difesa. Per Andrea Ronchi c’è il ministero delle Politiche dell’Unione Europea e per Adolfo Urso il ruolo di vice al Commercio con l'estero, ad Alfredo Mantovano la delega all'Interno.

Anche la Lega ha lavorato per portare a casa un congruo numero di poltrone e Bossi, a metà mattina, dichiarava ai giornalisti: “se tutti i ministri fossero della Lega, il Paese avrebbe già risolto tutti i suoi problemi”. Di sicuro, o quasi, c’è un ministero inedito per Roberto Calderoli, quello alla delegificazione.

Al Welfare è accreditato il nome di Maurizio Sacconi, alla Giustizia andrebbe Angelino Alfano e all’Economia Giulio Tremonti. Per Stefania Prestigiacomo potrebbe aprirsi il dicastero all’Ambiente. Le ultime indiscrezioni vedono esclusa dall’esecutivo Giorgia Meloni.

Sessanta in tutto le caselle da riempire, almeno per ora, perché Berlusconi già pensa di modificare le legge Bassanini e spacchettare alcuni ministeri.

[07-05-2008]

 
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