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SanitÓ, aumentano le denunce

il primato va ad ortopedia, poi oncologia e chirurgia

Che la sanità italiana non sia “perfetta” è un dato di fatto ormai certo. Ma che questa registri un aumento delle denunce da parte di numerosi pazienti è un allarme da non sottovalutare.

Secondo i dati dell’Ania, associazione nazionale imprese assicuratrici, le querele per errori medici nel paese, nell’arco di dieci anni, dal 95 fino al 2005, sono cresciute del 65%, passando complessivamente da poco più di 17.000 a 28.500. ad aumentare, principalmente, sono stati i sinistri denunciati relativi alle coperture dei singoli professionisti medici, passando sempre nel corso di dieci anni, da 5.798 a 12.374 con un incremento del 134%.

Radiografie scambiate, interventi chirurgicamente semplici che sfociano in tragedia, non sono episodi di “straordinaria follia”, ma di ordinaria mala-sanità da parte di chi ha proclamato il giuramento di Ippocrate, e da parte di quelle strutture sanitarie che dovrebbero, in teoria, tutelare ogni paziente. I settori della medicina italiana più denunciati sono nel complesso quattro. Il primato va ad ortopedia con il 16,5% delle denunce a cui seguono a ruota, oncologia ostetricia e chirurgia, rispettivamente al 13, 11 e 10%.

Tenendo conto della stima, la società italiana di chirurgia non sembra, però, meravigliarsi dell’incremento vertiginoso di denunce. Secondo il Sic, infatti, 4 medici su 5 nel corso della loro vita professionale ricevono almeno una richiesta di risarcimento o un avviso di garanzia, nella peggiore delle ipotesi, per presunto errore. E comunque i casi penalmente perseguibili sono circoscritti. Fatto sta che ai pazienti il più delle volte, di fronte all’errore medico, resta una magra e misera consolazione; l’80% delle denunce e dei procedimenti a carico, infatti, finisce archiviato perché il fatto non sussiste.

[06-05-2008]

 
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