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Aggressione neonazista

ucciso per una sigaretta negata

Nicola Tommasoli, 29 anni, è morto quest'oggi dopo alcuni giorni passati in coma in seguito ad una brutale aggressione avvenuta qualche giorno fa a Verona. Il motivo? Una sigaretta negata.

Gli animali responsabili del pestaggio sono già stati identificati anche se due di loro sono fuggiti all'estero. Si tratta di "persone" appartenenti all'estrema destra, alcuni già protagonisti di episodi criminosi. In questo caso, la vittima è stata un italiano e non un immigrato come spesso avviene in episodi di pestaggi da parte di estremisti di destra. Forse questo basterà per ridimensionare il caso e per non provocare polemiche sulle ideologie politiche.

Se per Fini è più grave bruciare le bandiere di Israele, provi a contattare la famiglia di Nicola per parlarne in privato. Una bandiera bruciata non può essere assolutamente paragonata ad un episodio del genere. Infatti, una bandiera bruciata non uccide nessuno, semmai esprime un dissenso radicale verso alcune politiche anche se in maniera comunque condannabile. Certamente, le bandiere bruciate nella Germania nazista avevano tutt'altro significato e non erano altro che l'antipasto delle violenza perpetrate in seguito.

Nel caso di Verona, sembra che la politica abbia poco a che fare. Si tratta più che altro di persone che anzichè aver ricevuto in dono un cervello, hanno ereditato dei meloni pieni di acqua.

guarda il VIDEO 

da Informatore

[05-05-2008]

 
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