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Alemanno: visita alla Sinagoga

''La resistenza non si discute''

Sono state 5.860.000 le vittime della follia razziale negli anni della seconda guerra mondiale e oggi il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha ricordato l’olocausto ai piedi della sinagoga capitolina.

"I valori della Resistenza non si discutono, -ha detto Alemanno- sono valori di libertà contro gli occupanti. Non c'è nessuna polemica, ma grande rispetto e radicamento. Noi riconosciamo alla Comunità ebraica il ruolo di coscienza di Roma, di memoria e di presenza di tutti quelli che sono stati i momenti terribili di questa città".

Accolto dalla comunità ebraica il sindaco ha ripercorso le date temporali del genocidio del popolo d’Israele. Dalla presa del ghetto alle deportazioni per ricordare una delle fasi più buie della storia d’Italia. Alemanno ha promesso, poi, di continuare a dare quell’importanza alla memoria storica del popolo ebraico così come ha fatto il suo predecessore, Walter Veltroni, grazie al quale è stato costruito il museo della Shoah a ridosso di villa Torlonia e inaugurato lo scorso 16 ottobre. prima di entrare nella sinagoga, Alemanno ha concluso come a Roma si debba, inoltre, fuggire la minaccia della violenza razziale, e proprio in riferimento a quanto accaduto a Verona, il neo sindaco promette di impegnarsi affinché discriminazioni di questo genere, obsolete ed intollerabili, siano evitate. Una lunga mattinata che ha visto il primo cittadino della capitale rendere omaggio non solo alle vittime della Shoah ma anche ai martiri delle fosse ardeatine e ai caduti per la libertà presso la lapide commemorativa posta sulle mura Aureliane.

Giornata impegnativa, per il neo sindaco, divisa tra gli appuntamenti politici, volti a determinare la nuova giunta capitolina, di cui, ancora, restano ignoti i componenti e i primi impegni istituzionali, come la visita all’altare della patria in Piazza Venezia, dove, Alemanno, dopo aver deposto una corona del Comune, ha ricordato come primo impegno da parte della nuova squadra comunale sia quello di ricostruire un rapporto tra la città e il Vaticano, il papa Ratzinger e il mondo cattolico, dopo le polemiche nate dalla denuncia del pontefice delle situazioni di degrado della città.

Alemanno è tornato a parlare di cultura e di cinema, in relazione alle polemiche di alcuni quotidiani esteri. "Scriverò oggi una lettera sia all'ambasciatore degli Stati Uniti, sia al Corriere della Sera - dichiara, incalzato dai cronisti - per spiegare che nessuno vuole l'autarchia cinematografica".

[05-05-2008]

 
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