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Se ci fosse luce

La Compagnia “Le Colonne” al Teatro dell’Orologio con uno spettacolo sul Caso Aldo Moro

di Nicola Navazio

La Compagnia teatrale “Le Colonne” porta in scena al Teatro dell’Orologio dal 6 all’11 Maggio “Se ci fosse luce” di Giancarlo Loffarelli, uno spettacolo sul drammatico mistero legato al rapimento e l’uccisione di Aldo Moro e della sua scorta. Ad interpretarlo, troviamo lo stesso Loffarelli, Emiliano Campoli, Marina Pianti, Giancarlo, Luigina Ricci, Elisa Ruotolo e Maurizio Tartaglione.

Tra il primo gennaio 1969 e il 31 dicembre 1987, ci furono in Italia 14.591 atti di violenza con motivazione politica, che fecero 491 morti e 1.181 feriti. Numeri che dicono con chiarezza che in quei diciannove anni si combatté in Italia una vera e propria guerra. All’interno di questa guerra, si colloca l’evento più tragico della storia della Repubblica italiana: il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro con la strage della sua scorta. Un evento che non ha eguali nella storia contemporanea: capi di Stato e uomini politici di primo piano sono stati assassinati, gli Stati Uniti hanno avuto l’assassinio di John F. Kennedy, ma non s’è mai verificato che uno degli uomini politici più importanti di uno Stato venga rapito, tenuto prigioniero per cinquantacinque giorni (dal 16 marzo al 9 maggio 1978) nella sua capitale e alla fine venga ucciso.

A trent’anni di distanza da quel tragico evento, la coscienza collettiva sembra essersi dimenticata di tutto questo: cosa sanno, oggi, le nuove generazioni di quei fatti? Chi è disposto ancora a parlarne? Sembra che su quell’evento si sia deciso di far calare il velo dell’oblio. Eppure ancora molti sono i misteri che lo circondano. Come facevano le Brigate rosse a sapere il luogo preciso in cui Moro sarebbe passato la mattina del 16 marzo 1978? Perché, anziché fuggire rapidamente, i terroristi si attardarono a finire tutti gli uomini della scorta con un colpo di grazia? Cosa faceva un ufficiale dei servizi segreti quella mattina sul luogo dell’agguato? Perché le Brigate rosse collocano il loro covo in uno stabile dove ben 24 appartamenti sono riconducibili ai servizi segreti?...Nel trentesimo anniversario della strage di via Fani e dell’assassinio dello statista, questo spettacolo teatrale intende contribuire a far conoscere alle nuove generazioni che non hanno vissuto quegli anni e a far ricordare a quelli che “c’erano”, ciò che accadde nel cuore di Roma il 16 marzo 1978, quello che seguì nel corso di 55 giorni fino al rinvenimento del cadavere di Moro la mattina del 9 maggio. Lo spettacolo non dà risposte che, finora, nemmeno la Magistratura ha saputo dare, ma solleva tutti i dubbi e le domande che attendono ancora una risposta, nella convinzione che ogni passo in più verso la verità è un contributo al rafforzamento della democrazia.

Lo fa trattando una materia che ha tutta l’inesorabilità della tragedia greca, con uno stile rapido, incalzante e coinvolgente, che alterna ritmi frenetici a momenti di un lirismo struggente e che trascina il pubblico in un vortice di fatti e persone da cui si esce con una maggiore consapevolezza di ciò che avvenne e di ciò che furono, in Italia, i cosiddetti “anni di piombo”.
“Se ci fosse luce” resterà in scena al  (Via dei Filippini, 17/a Tel. 06.64760191) dal 6 fino all’11 maggio.

[05-05-2008]

 
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