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Alemanno: linea dura contro i rom

prima il censimento poi gli sgomberi

Gli abitanti dei campi rom hanno paura, vogliono che non si faccia di tutta l'erba un fascio che si colpisca il singolo e non tutta una comunità, lui Gianni Alemanno, neoletto sindaco di Roma del centrodestra l'aveva promesso. "Sgombererò tutti i campi nomadi abusivi."

Il sindaco Alemanno ha già avviato la crociata contro i campi rom, primo punto del programma elettorale e primo obiettivo dell´azione di governo: tutti i comandi municipali dei vigili hanno ricevuto dal sindaco l´ordine di preparare entro dieci giorni una relazione dettagliata della situazione nel territorio di loro competenza.

"Dobbiamo partire da una fotografia precisa della situazione negli 85 campi nomadi - dice il sindaco - in gran parte abusivi. Non vogliamo fare un intervento spot, di immagine, ma costruire un meccanismo che allenti la pressione della criminalità sulla città".

"Chi pretende che siano aggredibili, oggetto di violenze e offese, non ha capito cos´è necessario fare in città. Non vogliamo essere sceriffi né creare un far west, ma i vigili devono essere una polizia come le altre, specializzata nel degrado".

Alemanno lo aveva detto chiaramente: "Comincerò a lavorare subito duro", "mmediatamente" e "senza pietà". Ieri ha approfondito il concetto: "Prosciugheremo l´acqua allo stagno in cui cresce la malapianta della criminalità", dice in tono solenne e un po´ marziale, uscendo dal Quirinale in cui ha incontrato in forma privata il presidente Napolitano. Lo stagno, appunto, sono i campi rom.

 
 

[03-05-2008]

 
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