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Alitalia: spunta ipotesti brasiliana

intanto si attende Bruxelles

Nella partita per l’acquisto di Alitalia entra in campo il Brasile. Sembra una storia dai mille intrecci, da protagonisti e antagonisti che si alternano i ruoli, da una trama che invece di sciogliersi va, via via, complicandosi. La vicenda di Alitalia sembra seguire un percorso tutt’altro che lineare.

Solo mercoledì scorso, mentre voci e smentite continuavano a dare nomi ai possibili protagonisti della cordata italiana, un nuovo acquirente ha lanciato la sua offerta. Si tratta del fondo d’investimento brasiliano Multi-Long Corporation, da anni leader nella ristrutturazione di aziende in crisi, che vorrebbe acquistare la compagnia aerea di bandiera al prezzo di un miliardo di euro. Air France Klm, il gruppo franco-olandese guidato da Spinetta, ha abbandonato le trattative, e se molti ora rimpiangono ciò che prima criticavano, si allarga il panorama dei possibili e al contempo incerti acquirenti di Alitalia. Air-France Klm ha mollato dopo aver presentato un piano criticato in parte dal nuovo governo, in parte dalle migliaia di lavoratori della compagnia di bandiera.

Ma detto vuole che cambiare la strada maestra per percorrerne un’altra non sempre sia la scelta migliore. Intanto da palazzo Chigi ferma rimane la volontà che Alitalia resti azienda italiana, non a caso infatti il prestito ponte di 300 milioni di euro stanziato dal governo uscente e accolto dal nuovo esecutivo sembra dover dare quella boccata d’ossigeno necessaria per salvare l’azienda italiana da possibili controlli stranieri. Ma gli esuberi resteranno comunque, anche in questo caso parte dei lavoratori perderanno il posto di lavoro. E comunque a decidere sulla possibile concessione del prestito è l’Unione Europea. Bruxelles aveva chiesto dieci giorni per analizzare la richiesta ma dalla Commissione non è ancora arrivata nessuna risposta. Una cosa è certa: se il prestito ponte dovesse assumere le sembianze di aiuto di Stato, Bruxelles dichiarerà la procedura illegale. E mentre si attende il responso, Alitalia risponde contrattaccando la Sea, la società a capo degli aeroporti di Linate e Malpensa, che da mesi ha intentato causa alla compagnia aerea per aver abbandonato lo scalo milanese in favore di quello romano. Il primo incontro-scontro tra la Sea e Alitalia, cioè la prima udienza è prevista per il prossimo 28 maggio.

 
 

[02-05-2008]

 
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