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Totonomine sugli assessori capitolini

da Barbareschi a Piso, da Marsilio a De Lillo

piazza del Campidoglio, vista dall'alto

A ciascuno il suo toto: ministri in Parlamento, assessori in Comune e Provincia. Stando alle voci che si rincorrono sin da lunedì sera, con Gianni Alemanno in Campidoglio la giunta capitolina rischierebbe di diventare una vera e propria succursale di Camera e Senato: molti deputati e membri di Palazzo Madama, infatti, sembrano più che pronti a dare un contributo alla svolta promessa dal centrodestra.

Luca Barbareschi, neodeputato, viene indicato per la cultura; Vincenzo Piso, battagliero ex consigliere comunale autore, sul finire della campagna elettorale, di una lunga e documentata requisitoria sull’inefficienza del trasporto pubblico, potrebbe assumere l’incarico relativo alla Mobilità. Marco Marsilio, anch’esso fresco deputato, viene indicato per l’urbanistica.

Ma le porte dell’esecutivo cittadino potrebbero aprirsi anche per Alfredo Antoniozzi: il candidato del Pdl alla Provincia potrebbe guidare l’assessorato alle Risorse Umane. Alemanno attingerà ovviamente anche dal serbatoio dell’aula Giulio Cesare: Davide Bordoni potrebbe assumere la responsabilità del commercio; De Lillo ai Lavori Pubblici, Lavinia Mennuni alla Scuola e Infanzia e infine Barbara Saltamartini nel delicatissimo assessorato all’Ambiente. A completare la squadra l’ex generale dei Carabinieri Mario Mori, che andrebbe ad occuparsi del problema più problematico della città: quello relativo alla sicurezza. Una decisa sterzata rispetto al precedente titolare dell’assessorato: a Jean Leonard Touadì succede infatti il fondatore del ROS che coordinò, nel 1993, la cattura di Totò Riina.

[30-04-2008]

 
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