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Festa in Campidoglio

''Veltroni dacci le chiavi''

Un tricolore in piazza del Campidoglio è il simbolo del trionfo di Gianni Alemanno. Lui, un passato missino alle spalle, uno che porta, orgogliosamente, la celtica al collo, ex ministro gettato nell'agone della sfida della Capitale, ce l'ha fatta. Travolgendo Rutelli e portando, per la prima volta, un ex fascista al Campidoglio. Un fatto epocale per Roma che archivia la lunga stagione a guida centrosinistra.

E la destra festeggia. Per le strade, dove i tassisti, massicciamente schierati per Alemanno, improvvisano cortei a colpi di clacson. Nel comitato elettorale dove la tensione si scioglie quasi subito. Con il passare dei dati che levano ogni dubbio sull'esito finale.

"Ci vediamo al Campidoglio" annuncia Alemanno. E' quello il luogo simbolo. La collina da conquistare bandiere al vento. E mentre su Roma cala la sera, sono circa 500 quelli che rispondono all'appello del loro sindaco. Forse non moltissimi, ma conta poco. Tricolori ovunque e poi bandiere di An e del Pdl.

"E' rabbia, è amore è Roma tricolore" gridano quelli di Azione Giovani. "Roma libera" urlano al megafono alcuni tassisti. Gli stessi che piazzano il loro striscione sul davanzale da dove parlerà Alemanno. "Dacci le chiavi, Veltroni dacci le chiavi" infierisce la piazza.

I colonnelli di An sono schierati in prima fila. Gasparri, Urso, La Russa, Gramazio che si sgolano cantando l'inno di Mameli in favore di telecamere. Poi appare lo striscione di quelli di Colle Oppio, tosta sezione missina degli anni di piombo.

E' il momento del discorso. Alemanno imbraccia il megafono: "basta ai veleni", invitando i suoi a fare in modo che "questa sia una festa di tutta Roma". Così come lui, giura, "sarà il sindaco di tutti i romani". Poi stappa una bottiglia stile Formula 1. Intanto sul Marco Aurelio continua a sventolare il tricolore.

[28-04-2008]

 
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