Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
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Gerardo Sacco al Vittoriano

la storia del celebre orafo calabrese

 di Nicola Navazio

Maria Grazia Cucinotta lo definisce "un vero artista", ma lui preferisce parlare di sé come di un artigiano o, al massimo, di "un cantastorie". Gerardo Sacco, l'orafo calabrese delle dive in grado di raccontare la storia e le tradizioni italiane, soprattutto del meridione, attraverso oro, perle e pietre preziose, espone ora le sue opere più rappresentative in una mostra allestita nella Sala Giubileo del Complesso del Vittoriano di Roma.

 Fino al 10 maggio, il pubblico potrà ammirare le sue preziose realizzazioni artigiane ispirate all'antica Roma, alle "Mille e una Notte", alla cultura Arabesh, alla Magna Grecia, all'Italia e, soprattutto, alla sua terra, la Calabria e al mare, fonte inesauribile di ispirazione. Tra le opere esposte, quelle realizzate da Sacco nel corso degli anni per il cinema, il teatro, l'opera e le grandi dive. Tra le più preziose, il collier creato per Liz Taylor in occasione del film di Zeffirelli "Il giovane Toscanini" del 1988, in smeraldi, diamanti e zaffiri.

 La diva chiese all'orafo di realizzare per lei una copia da vendere all'asta, il cui ricavato (circa 100milioni di lire) andò a favore della lotta all'Aids. Il percorso prosegue tra i gioielli realizzati da Sacco per "Otello" di Franco Zeffirelli, con Katia Ricciarelli e Placido Domingo; "Amleto" con Glenn Close e Mel Gibson; "Aida" di Zeffirelli e "Don Carlos" con Pavarotti. L'intenso rapporto di Gerardo Sacco con il cinema e le sue dive (indossano i suoi gioielli nella vita Ornella Muti, Elena Sofia Ricci, Glenn Close, Katia Ricciarelli e, naturalmente, Maria Grazia Cucinotta; sul set li hanno indossati Sophie Marceau, Monica Bellucci, Giuliana De Sio, Virna Lisi) affonda le sue radici nella gioventù di Sacco e nella sua terra natale, la Calabria. Gerardo Sacco era solo un orafo alle prime armi quando Mario Monicelli, giunto in Calabria per girare "L'armata Brancaleone" (1966), scelse i suoi gioielli per le attrici Maria Grazia Buccella e Barbara Steele, le quali, scambiandoli per originali monili antichi, si fecero bucare le orecchie da un chirurgo locale per non doverli modificare applicando una clip. "Orfano di padre, mia madre per non farmi stare in strada mi mandò a lavorare come garzone nella bottega di un barbiere di Crotone - ha raccontato l'orafo - ma il lavoro non mi piaceva e io non facevo nessun progresso, con grande disperazione della mia famiglia. Un giorno, arrivò nella bottega come cliente un orafo, che cercava un assistente. Mio zio gli chiese di prendere me e così iniziò la mia avventura. Da quel cliente-orafo ho appreso la manualità. Era un grande esecutore, ma non aveva creatività". A 23 anni, il giovane Sacco parte per il nord per frequentare i corsi serali dell'Istituto Benvenuto Cellini e specializzarsi in oreficeria, mentre di giorno lavorava nelle fabbriche per pagarsi la scuola. "Partii non proprio con la valigia di cartone - ha ricordato Sacco - ma neanche di Luis Vuitton..." Invece di restare al nord, Gerardo Sacco decide di tornare in Calabria e apre la sua prima bottega. Da Crotone, le realizzazioni di Sacco iniziano a fare il giro del mondo, riscuotendo successo ovunque e, oggi, le sue opere sono esposte nei musei italiani, ma anche di Londra, Parigi, Los Angeles, New York, Monaco, Stoccolma, Copenaghen. Una fama raggiunta anche grazie al cinema e a una diva come Liz Taylor che incontrandolo, dopo aver indossato i suoi gioielli sul set, esclamò di fronte a giornalisti e fotografi, abbracciandolo: "Posseggo i diamanti più belli del mondo, ma i gioielli più belli in assoluto sono i tuoi!".

 Oggi un'altra diva è Maria Grazia Cucinotta, la sua musa ispiratrice. Del sud, come lui. "Io amo l'arte - ha sottolineato l'attrice - quelli di Gerardo non sono semplici gioielli, ma vere opere d'arte. Nelle sue realizzazioni c'è il sud e la volontà di rimanere legato alle tradizioni e alle radici, nonostante le mille difficoltà. A maggio, Gerardo porterà le sue opere a Las Vegas. Sono sicura che lì impazziranno per lui". Da parte sua, Sacco non si stanca mai di parlare del sud e della sua Calabria. "Voglio far vedere al mondo che la mia terra non è solo quello che i mass media trasmettono: è una terra ricchissima di arte, cultura e di brava gente che, purtroppo, fa sempre meno notizia di certi sciacalli".

[25-04-2008]

 
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