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La campagna elettorale si tinge di giallo

retroscena e analisi di un fatto di cronaca

di Simone Chiaramonte

La campagna elettorale romana ha un finale inatteso. Diverse fonti giornalistiche hanno infatti reso noti alcuni elementi sulla vicenda dello stupro di La Storta destinati ad infiammare ulteriormente il clima pre-elettorale. Se la sicurezza è stato il tema su cui il candidato Gianni Alemanno ha basato quasi tutta la propaganda in vista di un ballottaggio dagli esiti assolutamente incerti, ciò lo si deve in particolar modo all'ultimo episodio di violenza sessuale accaduto a Roma pochi giorni fa. Joan Rus, il romeno accusato di aver aggredito una studentessa africana, ha tra i suoi difensori Francesco Saverio Pettinari, avvocato che, secondo il sito Dagospia, sarebbe stato iscritto in gioventù all'Msi. Non un nome qualunque specifica poi all'agenzia Apcom Sebastiano Missineo della lista 'Moderati per Roma': Pettinari ha infatti 'difeso un indagato nell'ambito del processo Lodo Mondadori (giudice Vittorio Metta, ndr), che vedeva inquisiti anche Berlusconi e Previti'. Lo stesso Marco Travaglio, nella puntata di giovedì 24 aprile di Anno Zero (on line sul sito del programma lunedì prossimo), ha sottolineato che i costi delle consulenze di un tale professionista non sono propriamente accessibili a tutti ed ha quindi fatto notare la coincidenza temporale tra il verificarsi di un'aggressione ed una scadenza elettorale tutta incentrata sul tema sicurezza da parte di un candidato.

Fatto a cui "le reti televisive hanno dedicato più spazio che all'attentato alle Torri Gemelle", ha aggiunto il giornalista nel programma di Santoro. "E' bene che si faccia piena chiarezza sulla vicenda- ha concluso Missineo dei 'Moderati' - perché quanto emerso, se confermato, aprirebbe un fosco scenario". Intanto Rus, chiuso nel silenzio, è stato portato in cella di isolamento dopo aver aggredito anche la psicologa del carcere Regina Coeli. Gli avvocati difensori hanno chiesto ed ottenuto una perizia psichiatrica per constatare se il loro assistito fosse capace di intendere e di volere al momento dell'aggressione avvenuta il 17 aprile.

Diversi siti e blog tirano in ballo anche i soccorritori della ragazza africana: uno degli 'angeli', chiamati così dalla vittima e dalla stampa perchè decisi in un primo momento a rimanere anonimi, è infatti apparso a fianco del candidato di centro-destra il 22 aprile 2008 per firmare con Alemanno il patto per la legalità e la sicurezza. Resta poi da approfondire la dinamica dei fatti: Bruno Musci, il testimone sopra citato, è stato sentito per circa quattro ore da Maria Monteleone, pm che da oggi affianca nelle indagini il sotituto procuratore Erminio Amelio.

 
 

[25-04-2008]

 
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