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Violenza a La Storta, la ragazza ''resterò a Roma''

l'aggressore :''non ricordo nulla''

"Resto a Roma". La studentessa trentunenne del Lesotho, aggredita, sequestrata e violentata giovedì notte da Ioan Rus è categorica, nonostante le affermazioni della madre che nel pomeriggio di ieri aveva detto "mai più in Italia. Ce ne andremo presto". "Continuerò a studiare in Italia. Finirò il master in economia". Con un filo di voce, poi, chiede ancora dei suoi "due angeli", i due uomini che, chiamando i carabinieri, le hanno salvato la vita: "Voglio incontrarli presto", dice. Uno dei due, un meccanico di 53 anni, ieri mattina ha cercato invano di farle visita in ospedale: "Non mi sento per niente un eroe. Sono contento di aver fatto una cosa bella ma non voglio ringraziamenti. Vorrei solo vedere un sorriso sul volto di quella povera ragazza".

Intanto le indagini sono chiuse. Per Ioan Rus si profila l´ipotesi di giudizio immediato: "Non ci sono dubbi sulle sue responsabilità, è stato colto in flagranza di reato" afferma Stefano Ranalletta, comandante della compagnia dei carabinieri Roma Cassia. "Rus in Romania ha precedenti per reati minori. Lì è stato già tre volte in carcere» continua. "Ma per quanto riguarda l´Italia, per ora, non è saltato fuori nulla".

"Non ricordo nulla di quella sera. Ricordo solo di aver aiutato una ragazza ad attraversare la strada". Così, a quanto si è appreso, si sarebbe giustificato Ioan Rus, appena entrato a Regina Coeli Ioan Rus, s'è scagliato anche contro la psicologa del carcere, ha tentato d'aggredirla, ma le guardie del penitenziario l'hanno fermato in tempo, immobilizzato e rinchiuso in cella d'isolamento, dove adesso è sorvegliato a vista, giorno e notte. Su di lui pendono le accuse di tentato omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale.

 
 

[21-04-2008]

 
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