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Caso Rignano Flaminio

la perizia dei Ris ''Nessuna prova''

A quasi due anni dall'avvio dell'inchiesta su abusi e violenze sessuali avvenuti a danno di 21 bambini di Rignano Flaminio non c'è nessuna prova scientifica che i piccoli siano stati mai nelle abitazioni di alcuni degli indagati, come molti di loro hanno raccontato a genitori e psicologi. E' un altro punto a favore della difesa quello che si registra leggendo la perizia comparativa, effettuata dai Ris di Messina, che ha confrontato il dna di due bambini con quanto era stato riferito e sequestrato.

Non c'è alcuna impronta digitale né materiale genetico riconducibile ai due piccoli alunni della scuola Olga Rovere. Gli esperti, nominati dal gip di Tivoli Elvira Tamburelli, hanno preso in esame, come già successo nei confronti degli altri 19 minori, decine di orsetti, giocattoli, peluche e vestiti di carnevale, portati nell'abitazione della maestra Patrizia Del Meglio, più un'impronta digitale rilevata su un termosifone. Il confronto ha compreso anche una traccia pilifera rinvenuta nell'auto di un'altra insegnante, Marisa Pucci. Le due donne sono accusate assieme all'autore televisivo Gianfranco Scancarello (marito della prima), alle maestre Silvana Magalotti e Assunta Pisani, alla bidella Cristina Lunerti e al benzinaio cingalese Khelum Da Silva, di reati che vanno dall'associazione per delinquere alla violenza di gruppo, ai maltrattamenti in famiglia, agli atti osceni in luogo pubblico e alla sottrazione di minore.

I risultati dei Ris, che non escludono che i reperti siano stati puliti e lavati, saranno illustrati nell'udienza di martedì.

 
 

[19-04-2008]

 
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