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Un americano a Roma

Magnate Usa interessato all'acquisto dell'A.S.Roma

“Nella giornata di ieri un rappresentante a ciò incaricato da parte di Compagnia Italpetroli S.p.A., ha ricevuto la visita di un rappresentante di un soggetto potenzialmente interessato a rilevare tale partecipazione e nel corso dell'incontro è stato informalmente manifestato un possibile generico interesse all’acquisizione del pacchetto azionario di A.S. Roma.”

 

Sono quattro righe di comunicato da parte della Roma, che apparentemente non dicono nulla. E invece, nel gergo calcistico-imprenditoriale-borsistico dicono molto. Dicono, cioè, che ci sono elevate probabilità che di qui a breve la Roma possa avere un nuovo proprietario. Non un proprietario qualunque. L’ottantesimo uomo più ricco al mondo, ovvero George Soros, magnate americano di origine ungherese, di anni 78. Un personaggio interessante, che, oltre agli appena otto miliardi e mezzo di dollari di patrimonio, si porta dietro la fama di benefattore dalle idee politiche progressiste. Ovviamente, per ora l’unica certezza è che ci sono stati dei contatti, e che il titolo della Roma è schizzato in borsa. Quanto può valere la società giallorossa? Si dice 250 milioni di euro. Nulla o quasi, per il nostro Soros. Considerato anche che la Roma di tifosi ne ha, di entrate anche e di qualità non ne parliamo. Ammesso che…

 

Qualche anno fa la Roma stava per finire in mano ai russi. Un tipo alla Abramovich, si diceva. Insomma, uno di quei “decimiliardari” che nell’anarchia politica ed economica del post-comunismo hanno costruito una fortuna. Fortune che si ha sempre l’impressione che possano svanire all’improvviso. Stavolta, invece, c’è un magnate vero, con una ricchezza super-solida alle spalle, e che permetterebbe alla Roma di competere con le squadre più ricche del mondo. D’altronde, c’è da dire che nell’economia globalizzata di oggi l’unico modo, per la società giallorossa, di competere con le grandi del calcio mondiale (ma anche italiano, visto che l’Inter è quello che è, il Milan e la Juve invece torneranno presto quello che sono state), è questo. La ricchezza italiana, in un modo o nell’altro, è ancora nel “triangolo industriale”. Quella calcistica sull’asse Milano-Torino. La Roma, dunque, deve puntare su qualcuno che venga dall’estero. Ad una condizione. Che questo qualcuno lasci intatto l’assetto di competenze e di know-how dell’attuale dirigenza giallorossa, che con pochi soldi e tanto lavoro sta garantendo alla società romanista comunque di competere in campionato e di fare buone figure in Europa. Speriamo bene.

 

Simone Luciani

 
 

[18-04-2008]

 
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