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Il gioco degli apparentamenti

Rutelli vs Alemanno

La battaglia per la conquista del Campidoglio segnerà la prossima tornata elettorale dei ballottaggi. Il Pd dopo la sconfitta alle politiche cerca una rivincita (seppur circoscritta) e il Pdl dopo aver conquistato il Paese vuole mettere la sua bandiera sul Comune. Un successo che avrebbe un enorme significato simbolico, e non solo.

E che sia una sfida che esce dai confini cittadini lo si capisce dal coinvolgimento dei big nazionali. A partire da Silvio Berlusconi che lancia un appello a Udc e Destra (che al primo turno presentavano propri candidati) perché appoggino Gianni Alemanno. Mentre Walter Veltroni prima incontra Pier Ferdinando Casini e poi spiega: "Ho auspicato un sostegno alla candidatura di Rutelli, che mi sembrerebbe naturale, anche per la personalità del candidato sindaco: Pier ha detto che a Roma decideranno i suoi, cosi' sara''. E i centristi romani non si fanno attendere: "Tra Alemanno e Rutelli l'Udc a Roma potrebbe scegliere la terza via: lasciare a elettori e militanti "libertà di scelta"spiega Luciano Ciocchetti che sabato parteciperà, con gli altri dirigenti del partito, alle primarie per decidere chi sostenere nel ballottaggio tra Rutelli e Alemanno.

Ma sulla decisione potrebbero pesare le affermazioni di Andrea Alzetta, detto "Tarzan" esponente della sinistra antagonista e di Action e neoeletto sicuro in consiglio comunale: "L'Udc? Fa cagare". Piccata la replica dei centristi: "Ci offendono, l'accordo con Rutelli si allontana". Poi Alzetta frena: "Non ce l'ho con l'Udc ma con l'idea di allearmi con chi era avversario fino a ieri. Ma pur non di avere un fascista sindaco va bene tutto". Intanto Serenetta Monti, degli Amici di Beppe Grillo forte di un buon 2,7%, ha fatto sapere che non si schiererà e lascierà liberi i propri elettori di decidere, così come Susanna Capristo del Partito dei Comunisti Lavoratori.

Nel frattempo Rutelli ostenta sicurezza. Attestato al 45,8%, contro il 40,7% dell'avversario. Sull'altro fronte Alemanno deve fare i conti con una dura polemica con la comunità ebraica romana preoccupata per l'alleanza con la destra di Storace. "Un fatto gravissimo, una vicenda delicata che potrà avere delle ripercussioni non solo locali, romane. E non solo italiane. Ma anche a livello internazionale" attacca in un'intervista a Repubblica il presidente della Comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici. Parole a cui Alemanno replica seccamente: "Perplessità eccessive. Comunque devo ancora valutare attentamente tutta la vicenda". "Ho parlato ieri con Pacifici - spiega Alemanno - ma devo far notare che Storace è stato in Israele prima di Fini. Terremo in considerazione l'opinione della comunità ebraica, ma non accetteremo veti".

[17-04-2008]

 
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