Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Da sapere
 
» Prima Pagina
 
 

Sinfonia d'autunno

Rossella Falk e Maddalena Crippa all’Eliseo

di Nicola Navazio

Al Teatro Eliseo fino al 4 maggio Rossella Falk e Maddalena Crippa, due attrici di fama internazionale, diverse per generazione ed esperienza, ma accomunate da una grande versatilità e dal gusto per la sfida, sono la coppia di donne antagoniste di “Sinfonia d’autunno” di Ingmar Bergman, diretto da Maurizio Panici. Nella pellicola del regista svedese i ruoli erano affidati rispettivamente a Ingrid Bergman e Liv Ullman.

Da sempre impegnato col suo Argot Studio nella promozione della drammaturgia contemporanea, Maurizio Panici ha già rivolto la sua attenzione di regista all’universo femminile raccontato in spettacoli come “Maria Zanella” e “Cinema impero”. Non casuale dunque il suo incontro con Bergman una volta di più “palombaro negli abissi del cuore femminile” in questa opera che scandaglia il complesso e spesso irrisolto rapporto madre/figlia. In una casa in riva al mare di Norvegia due donne, Charlotte la madre, affermata pianista, elegante, mondana, ed Eva la figlia, introversa e dimessa, sposata senza passione al pastore protestante Viktor, dedita ai suoi doveri tra casa e canonica, si incontrano dopo sette anni e subito si affrontano. Trentasei ore, tanto dura il duello (verbale ed emotivo) tra Charlotte e Eva, unico testimone Viktor. Trentasei ore in cui odio e amore, i sentimenti che hanno segnato l’intera relazione tra madre e figlia, si alternano e si intrecciano in maniera contraddittoria. Charlotte parla delle proprie amarezze e solitudini, le svela alla figlia, lo fa forse per la prima volta senza difese, senza maschere. Ma Eva non l’ascolta e le rovescia addosso il rancore di tutta una vita, determinata a farle sentire il peso delle sue colpe. Il perdono tra le due sembra impossibile, il rapporto fallito, ma il cordone ombelicale non si spezza: “non si finisce mai di essere genitori e figli”.

Il mattino vede la partenza anticipata di Charlotte, partenza che non chiude però in modo univoco la vicenda.

“Sinfonia d’autunno” è e rimane una “storia d’amore” speciale tra due donne dipinte con crudezza e nitore da uno dei più grandi “esploratori” di sentimenti che il secolo scorso ci ha regalato. Naturale successore di August Strindberg, (non a caso si laurea in Storia della letteratura con una tesi su di lui) per la qualità della scrittura, per l’asprezza del dialogo, per le tematiche affrontate nella sua lunga carriera, Bergman non ci offre un finale consolatorio: tutto resta aperto, non è detto se le due donne si riconcilieranno.

La scena di abbagliante nitore concepita da Aldo Buti esalta ancora di più la notte in cui le due protagoniste portano alla luce i fantasmi e le ombre del passato. Lo spazio viene scandito solo da luci che impietosamente traghettano le due protagoniste verso il culmine del loro incontro.

[17-04-2008]

 
Lascia il tuo commento