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Eletti Camera e Senato nel Lazio

la carica degli ex assessori del Comune di Roma

Giuseppe Ciarrapico, di estrema destra mai pentito esponente del Pdl, entra a Palazzo Madama, al Senato, mentre il capopopolo dei tassisti Loreno Bittarelli dovrà probabilmente accomodarsi fuori e sperare nella rinuncia di qualcuno che, nel Pdl, lo precede in lista. Nonostante la sconfitta, invece, Veltroni porta con sé a Montecitorio molti fedelissimi ed ex assessori: da Ileana Argentin a Roberto Morassut, da Maria Coscia a Jean Leonard Touadì, eletto alla Camera per l'Idv ed ex assessore alla Siurezza al Comune. Ma c'è anche Lucio D'baldo ex assessore al Personale ed eletto al Senato, non manca Enrico Gasbarra, ex Presidente della Provincia eletto alla Camera. Per quanto riguarda il Pdl, alla Camaera "passa" la giovane Beatrice Lorenzin, di Forza Italia, Francesco Giro, responsabile di Forza Italia nel Lazio.

La vera sorpresa, però, è la bocciatura sia di Fausto Bertinotti, capolista della Sinistra Arcobaleno alla Camera, sia di Francesco Storace, leader della Destra, al Senato. Nella Sinistra Arcobaleno bocciatura per Loredana De Pretis, ex senatrice non rieletta. L'unico che si salva è Pier Ferdinando Casini, Udc. Non ce la fa Alessandra Borghese, penalizzata dal mancato raggiungimento del quorum da parte del partito.

Roma non è bastata a trainare il Pd verso la vittoria. Il Pdl, a dispetto del 45% registrato dai democratici nella prima circoscrizione della Camera, conquista la maggioranza dei deputati e dei senatori candidati nel Lazio. Colpa, anche, della forte bipolarizzazione del voto, che ha penalizzato i partiti piccoli, dall'Udc alla Destra sino alla Sinistra Arcobaleno, tagliandoli praticamente fuori dal Parlamento. Per il partito di Berlusconi entrano a Montecitorio 22 onorevoli: oltre all'ex premier e al leader di An Gianfranco Fini, capilista in tutta Italia, ci sono tra gli altri l'aspirante sindaco Gianni Alemanno, Fabrizio Cicchitto, Francesco Giro, Giulia Bongiorno, Giuseppe Consolo, Mario Pescante, Beatrice Lorenzin, Silvano Moffa, Vincenzo Piso, Paolo Guzzanti, Giorgio Simeoni, l'ex capogruppo di An Marco Marsilio. E, se Berlusconi e Fini opteranno per altre regioni, anche Potito Salatto. A varcare la soglia di Palazzo Madama, invece, saranno in 15: tra cui Marcello Pera, Maurizio Gasparri, Lamberto Dini, Cesare Cursi, Mauro Cutrufo, Andrea Augello, Claudio Fazzone, Oreste Tofani, Domenico Gramazio, Stefano De Lillo.

Sul fronte opposto il Pd - come miglior e unico perdente - ottiene 11 seggi al Senato, cedendone 1 all'Italia dei Valori con Di Pietro capolista. Il quale, se dovesse optare per un'altra regione, lascerebbe il posto all'ex assessore alla Sicurezza Jean Leonard Touadi. Dunque fanno ingresso a Palazzo Madama Franco Marini e Anna Finocchiaro, Mauro Del Vecchio, Luigi Zanda, Ignazio Marino, Maria Pia Garavaglia, Raffaele Ranucci, Riccardo Milana, Mauro Gasbarri, Lucio D'Ubaldo, Lionello Cosentino. E siccome Finocchiaro e Garavaglia hanno già optato per altre regioni, entreranno pure Maria Francesca Marinaro e Roberto Di Giovan Paolo. Alla Camera, invece, il Pd dovrà dividere i 18 seggi riservati ai "perdenti" con i partiti che hanno superato la soglia del 4% (solo l'Udc). Fatto salvo il calcolo dei resti, dunque, avrà tra i 14 e i 15 deputati: tra cui, appunto, oltre a Veltroni, Marianna Madia, Paolo Gentiloni, Giovanna Melandri (che però ha già optato per la Liguria), Michele Meta, Massimo Pompili, Renzo Carella, Roberto Giachetti, Walter Tocci, Giovanni Bachelet e, in bilico, Pietro Tidei.

ELETTI CAMERA LAZIO 1 - LAZIO 2

ELETTI SENATO

[15-04-2008]

 
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