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Rassegna stampa estera
 
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Resti dell'antica Roma scambiati per souvenir

La denuncia della stampa inglese

di Simone Chiaramonte

Scarsa sicurezza a difesa dei monumenti romani. A lanciare l'allarme sono gli archeologi capitolini che, ascoltati dalla stampa inglese, hanno denunciato i continui furti di resti collocati all'aperto da parte di turisti intenti alla ricerca di un souvenir da portare a casa. Uomini impegnati negli scavi presso il Foro Traiano hanno infatti denunciato che, se fino a poco tempo fa il sito era completamente ricoperto di cocci di porcellana e frammenti di statue marmoree, adesso tutto è scomparso. Il Telegraph spiega come ciò possa verificarsi: "Le telecamere a circuito chiuso non hanno alcuna utilità, le recinzioni sono praticamente inesistenti, tanto che persino un bambino potrebbe oltrepassarle". Un giornalista del Messaggero, racconta il giornale inglese, per far luce sul problema ha fatto un giro per gli scavi e si è portato via ampi scatoloni pieni di antichi reperti, senza essere scoperto.

Le autorità cittadine, scrive il Sunday Times, affermano che è alquanto problematico effettuare controlli efficaci perchè l'intera città è un museo a cielo aperto. "Non possiamo coprire ogni angolo- afferma un addetto alla sicurezza del patrimonio culturale- soprattutto durante i lavori di restauro. Non possiamo neppure mettere stazioni di guardia ovunque. Se lo facessimo, Roma diventerebbe un gigantesco bunker". Per questo motivo il progetto di restauro dell'area prevede il restringimento della via d'accesso al Foro, attraverso la costruzione di un camminamento rialzato. Attualmente ai milioni di turisti che visitano il sito ogni anno è permesso entrare pressoché da ogni luogo.

La caccia al souvenir è una cattiva abitudine davvero difficile da disincentivare, vizio che una guida turistica attribuisce alle gesta poco educative di un noto esploratore: "L'idea di compiere furti presso luoghi consacrati alla storia, come i siti Inca, dovrebbe ripugnare i visitatori, al giorno d'oggi però i miei clienti la vedono come una sfida". Le responsabilità sono presto accertate: "Tutta colpa di Indiana Jones".

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[11-04-2008]

 
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