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Baby cinesi costrette a prostituirsi

in manette tre orientali

Una villetta prefabbricata isolata e recintata come fosse un bunker, con tanto di grate di ferro alle porte d'ingresso e pannelli per impedire la vista dall'esterno. C'erano perfino quattro cani da guardia nell'abitazione di via del Mandrione dove quattro giovani cinesi venivano ogni giorno obbligate a prostituirsi da tre connazionali, ora arrestati dagli agenti della polizia.

Le ragazze, ridotte in schiavitù, in un ambiente degradato e privo del minimo requisito igienico, erano arrivate in Italia con la promessa di un impiego onesto da estetiste e massaggiatrici.

Le orientali, tutte con età compresa tra i sedici e i trent'anni, erano state private dei documenti d'identità per evitare eventuali tentativi di fuga e obbligate a vendersi in un'unica stanza con separè. Il prezzo di ogni rapporto oscillava dai settanti ai cento euro a seconda del tipo di prestazione. Le forze dell'ordine hanno arrestato i responsabili del traffico di prostituzione, due uomini e una donna cinesi, accusati di riduzione in schiavitù finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

[11-04-2008]

 
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