Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

Vincenzo Salemme al Teatro Olimpico

''bello di papÓ''

Vincenzo Salemme

Un odontotecnico fanciullone che ha paura di crescere e si ritrova, suo malgrado, a fare da padre ad un figlio quarantenne. Questo il surreale intreccio al centro di “Bello di Papà”, la commedia scritta, diretta e interpreta da Vincenzo Salemme, al Teatro Olimpico di Roma da oggi 7 aprile.

"Io non ho figli - ha spiegato Salemme - ma non per gli stessi motivi del protagonista della mia commedia. Certo è che fare il padre è più difficile che fare la madre. Perché le donne hanno un senso della maternità 'ancestrale', mentre noi uomini dobbiamo imparare questo mestiere 'da zero'".

L'idea dello spettacolo è nata nel 1996 ma per una serie di motivi per tutto questo tempo è rimasta in un cassetto. “L'anno scorso dovevo decidere lo spettacolo da realizzare – ha raccontato il commediografo partenopeo - e mi capitò di rileggere il copione. Mi piacque molto il soggetto intorno al quale si svolgeva la vicenda, ma sentii l'esigenza di rimetterci le mani. Mi capita spesso di scrivere una commedia e di cambiarla nel momento in cui la rileggo con gli attori, la provo, la porto in scena per più di una stagione".

In "Bello di papà" Salemme si cimenta con il complesso mondo dei rapporti generazionali, giostrando abilmente tra la personalità di figli che non sono più figli e di padri che hanno paura di essere padri. Il tutto attraverso vibrazioni sentimentali sui bisogni contemporanei di paternità, di familiarità e di affetto, giocando su una girandola di colpi di scena con scambi di ruolo. Ovviamente, raccontato con lo stile che da anni lo contraddistingue, in cui il ritmo della farsa si affaccia continuamente a disturbare il veloce ritmo della commedia. Accanto al vulcanico attore, troviamo Domenico Aria, Roiberta Formilli, Massimiliano Gallo, Antonio Guerriero, Biancamaria Lelli, Rosa Mirando, Adele Pandolci e Giovanni Ribò. E’ dunque la storia di Antonio, un uomo di mezza età che ha paura di crescere, di prendersi della responsabilità, fidanzato da 12 anni con una ragazza che vorrebbe sposarsi e avere un figlio. Non ne vuole proprio sapere. Un giorno però il suo migliore amico, Emilio, che è orfano fin dall'infanzia, ha una crisi depressiva e uno psicanalista lo convince che il suo problema nasce dalla mancanza della figura paterna nel momento cruciale del suo sviluppo di uomo.

Anche se per l'autore partenopeo la scorsa stagione è stata a dir poco straordinaria - primo posto nella classifica degli spettacoli più visti nella scorsa stagione con 110 repliche e oltre 85 mila presenze -, Salemme ha sottolineato come lo Stato dovrebbe incentivare gli spettatori che vanno a teatro, magari pagando metà biglietto, perché oggi "una famiglia non si può permettere di spendere 100 euro per una serata a teatro".

Il comico non si è poi voluto sbottonare sul suo prossimo film, ammettendo solo che "le riprese inizieranno tra poco e termineranno a metà agosto".

[07-04-2008]

 
Lascia il tuo commento