Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
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Raddoppio Grande Raccordo Anulare

costerebbe 5710 milioni

Un secondo anello più esterno lungo 120 chilometri, che attraversi i territori della provincia intercettando il traffico pendolare. Il Popolo della libertà ha presentato la sua ricetta per decongestionare il Grande Raccordo Anulare, l’infrastruttura viaria più importante della capitale, paralizzata dal traffico praticamente tutta la giornata, soprattutto nei tratti ancora a due corsie.
Il progetto che i candidati al Comune e alla Provincia per il Pdl, Gianni Alemanno e Alfredo Antoniozzi, hanno inserito nel loro programma, prevede una nuova arteria con un diametro di 40 chilometri, con 20 svincoli e 7 interconnesioni con il sistema autostradale esistente.

Il Nia, ossia Nuova Infrastruttura Anulare costerebbe 5710 milioni di euro, da finanziare con l’aumento del pedaggio sulle direttrici autostradali che convergono sulla città. Niente Grande Raccordo Anulare a pagamento, quindi, ma un incremento sulle tratte della autostrade in uscita e in entrata da Roma.

L’opera, inserendosi nel Corridoio 1 della cosiddetta Rete Ten, una rete transeuropea di trasporto prevista dall’Unione, usufruirebbe anche di finanziamenti comunitari.

Il progetto, però, che giaceva sulla scrivania dell’Anas almeno da quattro anni, è ancora ad uno stato quasi embrionale: si può dire che sia ancora un’idea. Mancano infatti studi di fattibilità e di impatto ambientale, e il tracciato indicato è solo indicativo.

[01-04-2008]

 
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