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Alitalia, due giorni per l'accordo

la Uil lascia il tavolo di trattativa

Alle 16 la uil ha lasciato il tavolo della trattativa con i dirigenti dell’Air France Klm. Inutile trattare adesso quando sarà determinnte il parere del nuvoo governo, si stAnno prendendo in giro i lavoratori. queste le motivazioni del sindacato vicino al centrodestra, che dividono i lavoratori presenti nel centro direzionale Alitalia della Magliana. Almeno 400 quelli assiepati dietro le tranesne protette dalle forze dell’ordine. Qualcuno applaude, altri contestano, qualcuno grida inascoltato, allora adesso andate in fondo, facciamo lo sciopero generale.

Gli altri sindacati proseguono la trattativa ad oltranza. Cgil e cisl non condividono la scelta della Uil, così come il presidente di Alitalia, Maurizio Prato che ha fatto sapere di non capire cosa c'entri la funzione di tutela dei lavoratori di Alitalia con il quadro politico. La linea maggioritaria è quella di arrivare comunque ad un accordo che tuteli i lavoratori prima delle elezioni. Di tempo c’è ne poco e oggi – ricorda Prato - scade il termine indicato dal consiglio di amministrazione di Alitalia per ottenere il finanziamento ponte: 300 milioni di euro e per il quale il tesoro ha dato garanzia vincolandola però al raggiungimento di un accordo.

Nel piazzale ci sono i sindacati di base che protestano perché non sono stati invitati alla trattativa. Con loro il picchetto dei lavoratori del call center, quasi tutti giovani ma con alle spalle anche 8 anni di lavoro precario e una professionalità spazzata via dalla vendita al gruppo franco olandese, visto che loro, come i dipendenti del ced, non rientreranno in Az fly.

Folta anche la rappresentanza arrivata da Napoli. Presidiano la magliana per perdere un polo di eccellenza come quello dell’atitech, dove si fa manutenzione agli aeromobili altamente specializzata, che in termini di esuberi, dicono i sindacati, vuol dire 1000 posti di lavoro in Campania, di cui 700 diretti e il resto indiretti.

[31-03-2008]

 
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