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Cochi e Renato al Brancaccio

''Nuotando con le lacrime agli occhi''

di Nicola Navazio

La storica coppia formata da Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, da qualche tempo ricostituitasi dopo una lunga separazione artistica, è di nuovo a Roma dove mancava dal 1972. Per la gioia dei suoi numerosi fan debutterà al

Teatro Brancaccio martedì 1 aprile. Cochi e Renato, mitici campioni del cabaret, erano tornati in televisione nel 2004 partecipando con grande successo al varietà Zelig Circus ed erano tornati al cinema, nel 2007, con il film “Un amore su misura”, diretto dallo stesso Pozzetto. Ora completano la

serie dei loro ritorni con il teatro, con lo spettacolo “Nuotando con le lacrime agli occhi”, miscela di canzoni e battute comiche, secondo il loro collaudatissimo stile. "Si tratta di un vecchio copione, mai rappresentato, aggiornato ai gusti odierni. "Mancavamo da Roma da troppo tempo - spiegano - l'ultima ed unica volta fu al Bagaglino, dopodiché siamo tornati soltanto per impegni cinematografici che si sono succeduti piuttosto con frequenza. Ma noi teniamo soprattutto al teatro, nel quale riusciamo a dare il meglio". La coppia Cochi e Renato è nata nel 1964, ha imposto subito

una comicità stralunata che nel tempo si è affinata sul piano di un certo teatro dell'assurdo. Sul segreto di una coppia così longeva, Renato Pozzetto spiega: "Abbiamo un rapporto talmente 'libero' in scena e fuori dal teatro che ad emergere è il piacere di lavorare insieme proponendo un repertorio tutto nostro". "Idealmente è come se non ci fossimo mai separati – aggiunge la coppia cabarettistica più longeva d'Italia -. Il nostro occhio stralunato è sempre lo stesso. In 'Nuotando con le lacrime agli occhi' raccontiamo l'Italia stracciona di oggi, la colpiamo ferocemente con nuove battute, senza però quelle di ieri ancora sorprendentemente attuali. Nel riproporre canzoni come 'Nebbia in Val Padana' avvertiamo un sapore di fondo che gli anni non hanno certamente attenuato. Ugualmente si dica per la popolare 'La vita l'è bela’ che è come la nostra sigla professionale, indice di un'epoca. Quando torniamo a cantarla abbiamo la sensazione che niente è passato. Come se la nostra separazione non fosse mai avvenuta. La vita l'è proprio bela!". Per l'occasione il pubblico del Brancaccio potrà ascoltare anche delle canzoni inedite e che in tempo d'elezioni non smettono di far discutere come il brano surreale ambientato all'aeroporto di Malpensa. "Pochi giorni fa, ospiti di una trasmissione tv – racconta Cochi - ci hanno espressamente chiesto di sostituire il brano, scritto un anno e mezzo fa, che parla di una storia d'amore surreale ambientata a Malpensa con un altro…”. “Esiste ancora la censura in tv – conclude Renato - e mi sembra di essere tornati al 1968 quando ci chiesero di evitare la parola 'voto'. La censura bi-partisan è soltanto in televisione, mentre a teatro ci è permesso di proporre la nostra comicità”. Meno male.

[31-03-2008]

 
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