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Trilogia della villeggiatura

al teatro Valle Toni Servillo regista ed interprete

Toni Servillo

di Nicola Navazio

Filano uno dopo l’altro come episodi di uno stesso romanzo, i tre testi della “Trilogia della Villeggiatura” di Carlo Goldoni messi in scena al Teatro Valle fino al 13 aprile da Toni Servillo. Nella duplice veste di regista ed attore, Servillo pone subito l’accento sulla lingua teatrale che da sempre guida il suo percorso artistico per approdare, non a caso, a questo gioiello di drammaturgia, quasi un compendio nel panorama della scrittura scenica italiana.

Così, come inanellati in un unico romanzo appunto, i protagonisti si evolvono, cambiano, si trasformano, permettendoci di individuare quelle fragilità e tendenze da mettere alla berlina. Dunque una vera e propria analisi (come aveva già fatto Strehler la prima volta che li aveva proposti insieme nel ’54) per meglio seguire l’evoluzione dei personaggi, inchiodati alle proprie responsabilità di classe. Ecco l’accento sul movimento emotivo quindi, un’indagine dell’esistenza sensibile attraverso la quale Goldoni preferisce più sbeffeggiare che punire, quasi schernendo quei protagonisti della sua epoca, oggi pericolosamente contemporanei coi loro vizi e la loro superficialità. Dopo la sintonia instaurata da Servillo coi testi di Eduardo e la fortuna artistica registrata dal suo “Sabato, Domenica e Lunedì”, l’artista campano sfida le vette più alte della comunicazione di scena. Proprio la Trilogia infatti, consente alla migrazione dei sentimenti di spostarsi dal tempo ritmato delle “Smanie” a quello rilassato delle “Avventure” a quello rallentato del “Ritorno”, traducendo così attese, delusioni e speranze, che definiscono questa come una commedia della vacanza dalla vita. Oltre a Toni Servillo, sul palcoscenico troviamo, fra gli altri, Andrea Renzi, Francesco Paglino, Rocco Giordano, Eva Cambiale, Salvatore Cantalupo, Tommaso Ragno, Paolo Graziosi, Anna Della Rosa, Chiara Baffi, Gigio Morra, Betti Pedrazzi, Giulia Pica, Marco D’Amore e Mariella Lo Sardo.

Le scene sono state curate da Carlo Sala, mentre i costumi disegnati da Ortensia De Francesco. Di rilievo il disegno luci di Pasquale Mari, uno dei migliori autori italiani della fotografia cinematografica.

[29-03-2008]

 
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