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I Padroni della Notte

di James Gray. Con Joaquin Phenix, Mark Wahlberg, Eva Mendes

di Svevo Moltrasio

New York 1988: Bobby Green gestisce un locale di successo sotto la protezione della mafia russa. Peccato che il padre e il fratello siano tra i personaggi più di spicco della polizia locale. Sebbene Bobby nasconda la parentela, i guai, inevitabilmente, dovranno arrivare.

Il terzo film del giovane James Gray è passato senza troppi entusiasmi al Festival di Cannes: recuperando i protagonisti della sua opera precedente, THE YARDS inedito da noi, il regista e sceneggiatore continua a trattare gli stessi argomenti. New York, droga, mafia russa e legami di famiglia, gli ingredienti sono gli stessi anche del suo esordio, quel LITTLE ODESSA che ben quattordici anni fa faceva sperare nella nascita di un nuovo talento. La battaglia tra la polizia e la malavita nella Grande Mela sul finire degli anni ’80, sembra dover seguire una faida familiare, con i due fratelli protagonisti rispettivamente a capo delle opposte fazioni.

Ma è solo una falsa partenza, perché il fratello cattivo, seppur non senza buoni motivi, si redime nel giro di pochi minuti e lentamente si trasforma in martire e, per finire, in paladino della legge. Proprio il percorso del protagonista sconta tutte le brutture della sceneggiatura, ed ogni passaggio si regge su soluzioni, nei casi migliori, stereotipate, ma il più delle volte buttate via con scarsa profondità. Singolarmente le scene sono ben confezionate, e Gray, con chiari rimandi al cinema americano anni ‘70, sa costruire con intelligenza l’atmosfera – pensiamo al tocco con venature horror con cui presenta il centro della droga russo, o alla pioggia apocalittica dell’inseguimento in macchina – ma manca la sostanza, e il susseguirsi degli avvenimenti è privo di vera tensione e ridimensiona la portata tragica di tutta la storia.

Inoltre non mancano le cadute: il fratello buono – con un Mark Wahlberg sprecato – con tanto di flash back traumatico nella sparatoria finale, così come l’apparizione ingannevole della donna del protagonista durante la cerimonia che chiude il film, oltre ad un regolamento dei conti moralmente discutibile. Qualcuno, immancabilmente, ha gridato al capolavoro.

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[28-03-2008]

 
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