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Teatro: Il Re Muore

all'Eliseo il capolavoro di Ionesco

di Nicola Navazio

Al Teatro Eliseo fino al 6 aprile è in scena “Il re muore” di Eugène Ionesco, traduzione di Edoardo Sanguineti, interpretato da Nello Mascia e Alvia Reale, con Sergio Basile, Fiorenza Brogi, Eva Drammis, Aldo Ralli, per la regia di Pietro Cartiglio. Definito dallo stesso autore “una pièce che funziona come un apprendistato della morte”, il testo, scritto in soli dieci giorni, tra l’ottobre e il novembre 1962, evoca la parabola metafisica del suo personaggio centrale: Bérenger I, sovrano di un regno in rovina. Un classico del Novecento per la capacità dell’autore di affrontare, con un linguaggio universale e immediato, i grandi temi della vita e della morte.

Tre i momenti principali dello spettacolo: il primo si svolge in assenza del Re, mentre le sue due mogli, la cameriera e una guardia ricevono la conferma della prossima ed inevitabile sua morte; nel secondo, è lo stesso Sovrano dell’Universo, Bérenger I, a ricevere la notizia della propria morte imminente; il terzo ci introduce nel cuore del dramma attraverso le tappe dell’agonia regale, quando i diversi personaggi cercano di far abdicare di propria volontà il sovrano, che si rifiuta di morire, che non vuole rendersi conto che il suo regno è agonizzante, che si crede eterno tanto da affermare: “Lo Stato sono io”, come se senza di lui nessuno potesse vivere. Questo mostro umano, che conserva una perfida innocenza fanciullesca nel suo delirio di potenza, non è soltanto un individuo che muore, ma la stessa umanità che si è fatta indegna e si ostina, anche a costo della distruzione del mondo, a sopravvivere insensatamente. Alla fine, il mondo, la scena, scompare nello stesso momento in cui il Re muore. Nello Mascia è davvero straordinario nel disegnare il suo personaggio in questa nuova edizione del dramma di Ionesco, che il regista Pietro Carriglio ha immaginato come metafora del teatro, scenario privilegiato per raccontare la crisi della modernità, innestata sulle macerie del teatro beckettiano. Uno spettacolo da non perdere.

[27-03-2008]

 
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