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Rassegna stampa estera
 
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''Rialzati, italiano'', la campagna elettorale romana secondo Benni

Su Libération la satira del noto scrittore

di Simone Chiaramonte

"In questi mesi di propaganda elettorale ho fatto una scoperta: un sacco di gente mi ama". Così esordisce Stefano Benni, romanziere italiano di successo, nel suo articolo pubblicato dal quotidiano francese Libération. Con un tono ironico, fortemente critico l'autore descrive lo scenario che gli si presenta al momento del suo arrivo a Roma. Sui taxi, nei tram, dietro ai bus o ai bordi delle autostrade Benni ritrova volti sorridenti pronti a giurargli amore, affetto e sollecitudine, con gli slogan: "Rialzati", "Spera", "Io sono dalla tua parte", "Noi pensiamo a te", "Tu hai un amico in più". Tutti fanno riferimento al nuovo, al cambiamento, al futuro, "anche se la maggior parte di questi volti mi appare familiare", rivela Benni.

Lo scrittore procede poi ad analizzare sarcasticamente i messaggi dei singoli candidati, senza risparmiare nessuno: "Arrivato all'aeroporto mi abbasso per prendere la mia valigia e sopra di me compare uno schermo gigante sul quale Berlusconi mi dice: "Rialzati, italiano". Si direbbe che vuole che mi rialzi per infliggermi il colpo di grazia ma come dubitare del suo altruismo?". Ci sono poi gli slogan pro sicurezza di Alemanno e Storace a cui Benni crede poco, alludendo ad un loro passato da "fascista soft" e "fascista hard". Casini promette invece di voler fare qualcosa per la famiglia: "Non è riportato il numero di telefono- dice il romanziere- altrimenti l'avrei chiamato per digli che mio figlio vuole una chitarra nuova". Sui manifesti di Rutelli si afferma "Io ti ascolto": "In fila da un'ora davanti ad una stazione grido: Rutelli trovami un taxi! Ma nessuno mi risponde". Una volta trovatolo, Benni racconta di scorgere davanti a sé, incollato allo schienale di un sedile, il volantino di un socialista, il cui impegno è di salvare i risparmi degli italiani. Così sceso dal taxi si rivolge al conducente: "La corsa , se non le dispiace, gliela paga il signore del volantino". Infine davanti alla sua abitazione si imbatte in un manifesto gigantesco della Santanchè, "una deputata che con ritocchi adeguati e luce soffusa si dà l'aria di una star del cinema". Il suo slogan afferma: "Io, ci credo" ed una mano perfida ha aggiunto con un pennarello nero "alla chirurgia estetica".

C'è poi il dilemma dell'uovo di Pasqua. All'interno di un supermercato dopo aver preferito quello dalla confezione rossa, Benni percepisce una voce: "Io sarò la tua sorpresa politica, non scegliere il fondente amaro rosso, scegli l'avvenire azzurro al latte di Silvio".
Prossimo alla follia, lo scrittore racconta di rivolgersi di corsa al medico che diagnostica facilmente il male di cui è affetto: si tratta di un'overdose da propaganda invasiva. Il medico, conclude Benni, non vuole essere pagato, "si è accontentato del mio voto in suo favore: è candidato alle elezioni municipali".

LEGGI L'ARTICOLO SU LIBERATION

[26-03-2008]

 
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