Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
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La sfida al vertice

Quello che il derby ci ha detto

spalletti Occasione sprecata. Non c’è alibi, non ci sono attenuanti. La Roma doveva vincere contro la Lazio. Doveva scendere in campo nella ripresa con un piglio diverso, sapendo della frenata dell’Inter. Invece, si è vista una squadra timorosa. Timorosa, ancora una volta, della stracittadina. Un timore quasi “genetico”, che però una squadra che combatte per grandi obiettivi dovrebbe mettere da parte. I punti di distacco dovevano essere 4, alla fine del derby, e invece sono 7. Nulla è perduto, ma la percentuale di difficoltà della rimonta aumenta. E allora facciamo un bilancio dei fattori contrari alla rincorsa della Roma e di quelli favorevoli.

 

Tra i punti sfavorevoli:

 

1.Mentalità. Il derby ci ha parlato di una squadra immatura, che nelle sfide decisive trema e ha paura di vincere. E’ diventata una costante. Una costante che i giallorossi sembravano aver messo da parte per un periodo, e che però si è puntualmente ripresentata.

 

2.Rosa. La rosa della Roma è inferiore a quella dell’Inter, e questa è storia vecchia. Il dato, che non è proprio un dettaglio, pesa ancora di più se si considera che la Roma è ancora in corsa per la Champions League.

 

3.Punti. Sette punti (che diventano otto, considerato che a pari punti, per gli scontri diretti, lo scudetto lo vincerà l’Inter) non sono irrecuperabili. Ma sono tanti. Significa che l’Inter dovrà steccare almeno tre partite. Non impossibile, ma difficile.

 

4.Arbitri. Abbiamo ben capito dove tira il vento. Un vento che puntualmente si accentua nelle sfide decisive, e che ha pesato e pesa molto (troppo) già ora sull’esito del campionato. Se è solo un caso, se è solo questione di fortuna, la situazione forse cambierà. Altrimenti…

Tra i punti favorevoli:

 

1.Inter. Tra gli alleati della Roma c’è proprio l’Inter: una squadra noiosa, in cui le crepe aumentano di partita in partita, e con uno spogliatoio dove ormai la tensione è alle stelle. Mancini, inoltre, sta dimostrando enormi limiti non solo nella gestione, ma anche nella “visione” della partita, con cambi sconsiderati e difficoltà di lettura tattica.

 

2.Calendario. Premesso che, nel finale di stagione, i valori vengono spesso sovvertiti, calendario alla mano gli impegni dei nerazzurri sono molto più difficili di quelli della squadra di Spalletti. L’Inter deve ancora affrontare Milan, Fiorentina e Juve. Tre partite ad alto rischio. La Roma, invece, deve temere soprattutto se stessa.

 

3.Gioco. Ponendo a confronto il gioco delle due squadre, il paragone non si pone neppure. La Roma dà spettacolo, e quando è in giornata domina. L’Inter è soporifera, e non stravince una partita ormai da tempo. Non si contano più le squadre che riescono a metterla in crisi.

 

4.Statistica. Sembra inutile, ma non lo è: la Roma, statisticamente, non potrà sempre steccare gli impegni decisivi.

Bilancio: rincorsa difficile. Molto difficile. Ma non impossibile.

 

Simone Luciani

 
TAG: derby
 

[20-03-2008]

 
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