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Roma all'ultimo posto per attrattività

cala la popolazione in città

Il fascino della città eterna, con i suoi monumenti, la sua storia, con quell’aria decadente che Roma vanta da secoli, e che per secoli è stata capace di attrarre quantità notevoli di cittadini italiani disposti a stabilire la propria dimora nella capitale, oggi, non basta più. Al contrario Roma, secondo un’indagine condotta dall’Istat relativa ai cittadini iscritti e cancellati per ogni comune nel 2006, si trova tra all’ultimo posto in attrattività tra le principali città italiane. La classifica, oltre a bocciare Roma, mette nella lista nera le città del sud: Salerno, Napoli, Bari, Palermo e Taranto completano il quadro delle città italiane che piano piano stanno perdendo cittadini tra le file della propria popolazione.

I fattori che accelerano lo spopolamento dei principali capoluoghi italiani sono principalmente di natura economica. Le grandi città, infatti, stanno diventando inaccessibili soprattutto per i giovani che non possono e non riescono a trovare affitti modici. Non bastano più neanche i dati positivi delle imprese a regalare "appeal" a centri come Roma, che seppur ha registrato nel 2006 il miglior risultato tra le società iscritte, circa 22.856, ne ha perse, però, quasi la metà, 14.888.

Ad usufruire del crollo di fama delle più grandi città nazionali, sono i piccoli comuni, soprattutto quelli del centro-Italia come Grosseto, Olbia o Ravenna. Tutti comuni che non arrivano ai 200mila abitanti e che secondo Gian Carlo Blangiardo, professore di demografia all’Università degli studi Milano Bicocca, i comuni “per essere attrattivi devono avere una buona capacità residenziale e un altrettanto dignitoso sistema di comunicazione e trasporti”.

In più ad avallare lo spopolamento delle grandi città a favore dei piccoli centri, sono anche le scelte degli stranieri che arrivando in Italia, preferiscono di gran lunga trovare sistemazione nei piccoli comuni italiani.

[17-03-2008]

 
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