Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Grande, grosso e Verdone

di Carlo Verdone. Con Carlo Verdone, Claudia Gerini

di Svevo Moltrasio

Tre personaggi, tre famiglie, tante incomprensioni e sfortune. A Leo muore la vecchia mamma e seppellirla sarà più difficile del previsto. Callisto è preoccupato dalla solitudine del figlio, Enza e Moreno invece dal silenzio del loro ragazzo. Le conseguenze saranno comiche. Almeno dovrebbero.

A distanza di due anni dal successo de IL MIO MIGLIOR NEMICO, Carlo Verdone torna dietro la macchina da presa: come per il film precedente e i due capitoli di MANUALE D’AMORE, anche questa volta il comico si è appoggiato alla produzione di De Laurentis che gli ha permesso di contare su di una distribuzione fin troppo massiccia. Apparentemente invocato dai fan, GRANDE, GROSSO E VERDONE, segna il ritorno alle origini dell’autore, con un film suddiviso in più episodi, tre per l’esattezza, con diversi personaggi interpretati dallo stesso protagonista.

Sebbene nei nuovi tipi si riconoscano facilmente elementi già presenti nelle opere precedenti - la coppia di coatti, con la Gerini nel ruolo della moglie, è praticamente la stessa di VIAGGI DI NOZZE – siamo purtroppo più dalle parti delle commedie di Veronesi. Infatti il film sancisce definitivamente il declino del cinema di Verdone degli ultimi anni. C’è una sciatteria nella messa in scena e nella scrittura delle gag che rende quasi irriconoscibile il tocco di un autore che in passato aveva dato prova di qualche ambizione, allontanandosi da banalità e volgarità. Invece questa volta Verdone nemmeno si sforza d’intrecciare gli episodi e, seguendo l’esempio dei manuali d’amore, li alterna uno dopo l’altro.

Quasi offensiva l’approssimazione del primo segmento: insulso e tirato via con un accumulo di colpi di scena dilettantesco. Irrisolto il secondo: con più coraggio si sarebbe potuto rivelare un interessante esperimento stranamente cupo e gotico, ma privo della giusta cattiveria di cui avrebbe avuto bisogno, a conti fatti non si allontana dal bozzettismo. Nell’ultimo episodio Verdone gioca sul sicuro, e coadiuvato da comprimari più professionali, riesce a tenere a galla una serie di trovate poco originali con qualche scivolata – possibile che ultimamente la Gerini debba sempre apparire mezza nuda? – e alcune risate. Con una durata spropositata, oltre le due ore, il film scontenterà anche i fan del primo Verdone: nessun personaggio rimane nella memoria, né tanto meno battute o tormentoni, niente se non il fondoschiena della Gerini.

 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - verdone - gerini
 

[14-03-2008]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE