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Mostra Renoir al Vittoriano

la maturità tra classico e moderno

di Nicola Navazio

Un Renoir non solo impressionista, ma influenzato dalla classicità dell'arte italiana rinascimentale al centro della grande esposizione allestita al Complesso del Vittoriano. Intitolata “Renoir. La maturità tra classico e moderno”, la rassegna presenta oltre 130 opere, provenienti da prestiti eccezionali dei maggiori musei del mondo. Curata da Kathleen Adler, prende in considerazione gli ultimi 40 anni di attività del maestro francese per analizzare in maniera approfondita la svolta stilistica avvenuta intorno al 1880.

Amato dal pubblico per la luce dei suoi dipinti, il sentimento di felicità e l'attenzione al quotidiano, Renoir, attraversò il nostro Paese per intero, da Venezia a Palermo, dove ritrasse anche Wagner, il che fa capire quanto quella stagione fosse ancora universale e l'Italia, per quanto considerata non in uno dei momenti più alti della sua espressione culturale, restasse meta del Grand Tour e comunque un punto di riferimento fondamentale per gli intellettuali e gli artisti del tempo. Del resto, il periodo impressionista di Renoir era stata una breve parentesi se si pensa alla sua produzione globale, con un'adesione completa al movimento solo dal 1873 al 1877. "Avevo spremuto l'Impressionismo quanto più potevo ed ero giunto alla conclusione che non sapevo né disegnare né dipingere - scriveva il pittore nel 1880 -. In una parola, l'Impressionismo era, per quanto mi riguardava, un vicolo cieco". La scelta dell'Italia si rivelò dunque una inaspettata risorsa per il rinnovamento che l’artista andava perseguendo. Prima a Venezia, Padova, Firenze e Roma e quindi a Napoli, Capri e in Calabria, Renoir rimase abbagliato da quello splendore di arte e cultura, in particolare dall'opera di Raffaello (gli affreschi della Farnesina) e dalle pitture pompeiane (ammirate al Museo nazionale di Napoli).

Il forte legame con la tradizione era stato comunque sempre vivo per lui, tanto che amava definirsi "figlio di Madre Natura e di Padre Museo". Dopo il soggiorno italiano il suo stile cambiò dunque drasticamente, diventando in un primo tempo più lineare, "secco", per diventare più delicato e stilizzato negli ultimi anni. Oltre a presentare il viaggio in Italia come momento focale per l'evoluzione dello stile di Renoir, l’iniziativa del Vittoriano (realizzata come sempre da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia e promossa dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio) ha l'obiettivo di illustrare la varietà di tecniche e di soggetti scelti dal pittore. Il percorso espositivo parte dai dipinti che Renoir realizzò durante quel periodo, soprattutto paesaggi e ritratti di fanciulle. Poi si snoda in precisi percorsi tematici che riassumono la sua attività produttiva: dalle nature morte, alle vedute, fino ai bambini di cui fu grande ritrattista (indimenticabili “La Zingarella” e “Il ritratto di Paul Haviland”). Ma soprattutto le magnifiche figure femminili, a partire dalle celebri “Bagnanti”, così influenzate dal genio raffaelliano. Le donne di Renoir non sembrano alla moda, sono in sovrappeso, sformate, ma sono donne al naturale e per lui ritrarle rappresentò, nel periodo bellico, una sorta di fuga da un mondo difficile.

La mostra chiuderà i battenti il prossimo 29 giugno.

[10-03-2008]

 
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