Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 23 maggio 2012
 
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Carambola d'auto a Fiumicino

indagini e dinamica

Due mamme e tre bambine travolte e uccise da una carambola d´auto impazzite per la velocità e l´imprudenza. Una tragedia annunciata, una strage della strada che poteva essere evitata. Su via Montanari, a Fiumicino, restano i fiori bianchi, qualche peluche e tanta rabbia da parte dei residenti. La gente del posto, a due passi dal Parco Leonardo, non scorderà facilmente il 26 febbraio scorso e le cinque vite spezzate improvvisamente. Tra le vittime c’è un’intera famiglia. Giovanna Rozzica, una donna rumena che stava aspettando lo scuolabus con le due figlie, Bianca e Joana, di 7 e 14 anni, anche loro morte sul colpo. Le altre due donne coinvolte sono Marzia Micarelli, e Jessica, una bambina italiana di 13 anni che attendeva lo scuolabus. Sono nove invece i feriti, tutti fuori pericolo, compresi gli automobilisti coinvolti nello schianto.

Sul ciglio del fosso in cui sono stati sbalzati i corpi da quella piazzola dello scuolabus senza segnalazioni né protezione, subito dopo l’incidente campeggia inutile il cartello dei "50" all´ora. "Quel tipo correva come un pazzo. Lo dico con rabbia e amarezza, ma non perdono nessuno. - racconta Giuseppe Filippone, il marito di Marzia Micarelli, una delle cinque vittime- Chi ha lasciato i miei due bambini senza madre deve pagare, questa strage non può e non deve restare impunita. La responsabilità di quanto accaduto non è solo di chi guidava ad alta velocità, è un anno – racconta Filippone - che lottiamo inutilmente contro chi corre su quella strada".

Su via Montanari adesso campeggiano nuovi cartelli, il limite non è più 50 chilometri all’ora ma 30. Venerdì, a quattro giorni dalla tragedia, è stata installata la nuova segnaletica. Domenica 2 marzo invece i residenti sono scesi a manifestare con un lungo corteo di 400 auto “lumaca” per chiedere alle istituzioni che venga garantito il diritto alla sicurezza stradale. "Tragedie come quasta - ha detto il sindaco di Fiumicino Mario Canapini - possono e devono essere evitate. Le Istituzioni ed i cittadini devono impegnarsi, collaborando perchè si ritorni a dare valore alla vita evitando di mettere a rischio la propria vita e quella altrui per imprudenza e incoscienza".

DINAMICA: Mancano dieci minuti alle 8. Rozica Ciobanu, 32 anni, ha parcheggiato la vecchia Mercedes sul marciapiede di via Montanari. Prende per mano la piccola Bianca, 7 anni, e attraversa insieme a Joana, che ne ha 14. Vanno ad aspettare lo scuolabus dove si ferma ogni mattina: non c´è nemmeno il marciapiedi, lì, e si sfrutta la stradina sterrata che oltrepassa il fosso e raggiunge le case. Da una di queste è appena arrivata Jessica Merlini, 14 anni. E ci sono anche Rita e la figlia Francesca, e con loro Angela Lotti e la figlia Cristiana. Tra poco arriverà lo scuolabus. Sul ciglio del fosso parcheggia con le quattro frecce accese la Yaris di Marzia Micarelli, che porta Gaia alla fermata.

Sul lato dello scuolabus arriva una Fiat Stilo con l´assetto da corsa. A bordo i fratelli Simone e Manuel Perrini: guida Simone, che "l´abitudine di correre con l´auto l´ha sempre avuta e ne ha già distrutta una", raccontano i fratelli di un ferito. L´auto sfreccia davanti ai bimbi e si deve allargare per evitare la Yaris ferma, ma in senso contrario arriva un pick-up Mitsubishi: non ci sono segni di frenata, le auto si toccano e proseguono la corsa senza controllo. La Stilo piomba sul piccolo incrocio con via Idra e si schianta su una Seicento. Sarà stato rotto, ma il tachimetro segna i 220 all´ora.

Intanto, anche il Pick-up vola su un´altra auto: centra una Golf Gt e la fa sbandare spedendola contro la Yaris parcheggiata. Ma prima, su un fianco, la Golf travolge mamme e bambine alla fermata. È una frustata, uno schiaffo che li getta in aria e li sbalza nel fosso, in mezzo all´acqua e al fango.

INDAGINI: Per il dirigente della Polstrada, Rovereto Campisi, uno dei primi ad intervenire di persona sul posto “Non ci sono elementi che possano indicare una gara tra veicoli”.

Su quel rettilineo senza marciapiedi, più di una volte sono state viste sfrecciare auto ad alta velocità. Ma i primi accertamenti non hanno confermato l’ipotesi della gara. Mancano infatti le tracce di frenata. La deformazione delle auto coinvolte nell’incidente, inoltre, non può essere stata causata da un tamponamento dovuto ad una gara tra due veicoli; e infine, la distanza delle auto coinvolte è inconciliabile con un eventuale scontro causato da auto in corsa. Ciò non toglie che la velocità dei veicoli, o quanto meno della Stilo modificata che ha causato l’incidente a catena tra le altre vetture, era molto elevata, superiore, sembrerebbe secondo i primi accertamenti ai 200 chilometri all’ora.

La Procura di Civitavecchia continua l’indagine per omicidio colposo plurimo contro ignoti, secondo gli inquirenti all´origine della tragedia di Fiumicino ci sono un concorso di cause e responsabilità. L´attenzione dei magistrati non si concentra solo su Simone Perrini, il ragazzo alla guida della Stilo con assetto da corsa protagonista del primo impatto: al vaglio degli inquirenti ci sono anche le posizioni di altri guidatori coinvolti nella carambola. Tra questi c´è Alessandro Cresta, il pizzaiolo di Parco Leonardo che conduceva la Golf Gt piombata sulla fermata travolgendo e uccidendo due mamme e tre bambine in attesa. Anche in questo caso si tratta di un´auto con assetto sportiva, capace di superare abbondantemente i 200 all´ora.
 
 

[04-03-2008]

 
 
 
 
Commenti
  • franco[11-10-2008 14:46:20]

    Vi dovete mettere in testa che quando un uomo uccide un altro uomo con l'auto,la stessa auto diventa un arma,per cui ergastolo agli assassini automobilisti....

 
 
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