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Tacco a spillo
 
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Amy Winehouse per Fendi

Quando gli opposti si attraggono

Alcuni giorni fa Fendi ha inaugurato una lussuosissima boutique nella “très branchée” Avenue Montaigne di Parigi. E fin qui niente di strano. Ma sapete come ha voluto festeggiare questa apertura la storica maison romana? Con un concerto privato della bravissima Amy Winehouse al party di inaugurazione.

Pensate all’eleganza, alla sobrietà, alle linee classiche di Fendi e poi prendete Amy Winehouse con i suoi eccessi, i suoi scandali, la sua vita da tossicodipendente… cosa c’entrano? Nulla.
Eppure hanno scelto proprio lei per l’inaugurazione di una boutique di 500 metri quadri distribuiti su due piani in una delle strade più chic di Parigi. La cantante si è esibita davanti ad un parterre con la P maiuscola: Sofia Coppola, Rihanna, Milla Jovovich e Zoe Cassavetes, solo per citarne alcuni.

La Winehouse sembra proprio andare a genio agli stilisti: Frankie Morello si è ispirato a lei per la collezione autunno-inverno 08/09 presentata alla settimana della moda milanese. Ad aprire la sfilata è stato “Redemption’s story”, un video sul mondo di Amy Winehouse e poi di seguito hanno sfilato i modelli della Morello’s Rehab.

Scusate… l’artista è eccellente nel suo mestiere, la sua voce è inconfondibile e l’album in cima alle classifiche…ma… non bastava Kate Moss a portare alto il nome delle tossicodipendenti nel mondo della moda? Perché si vuol far passare il concetto che anche se sei drogata persa la moda ti osanna e ti mette sotto i riflettori? Non bastano le migliaia di adolescenti pro-ana (convinte che l’anoressia sia il loro bene)? Vogliamo convincerne altre che la droga renda belle e maledette?

Può anche essere che Amy Winehouse sia stata chiamata solo perché artista del momento, però quando si è stilisti di fama mondiale e il pensiero che si trasmette innesca, come è risaputo, meccanismi automatici di emulazione in ragazze giovani e fragili, si deve riflettere bene sulle proprie scelte e rispolverare un po’ di buon senso, anche qualora questo non dovesse portare grandi guadagni.
A. Pietroforte

ale_pietroforte@libero.it 

[03-03-2008]

 
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