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Persepolis

di Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi

di Francesco Picerno

Marjane è una bimba persiana di nove anni che vive l'esperienza del passaggio tra il regime dello Shah di Persia e la rivoluzione islamica nell'Iran del 1979. All'età di 14 anni i genitori decidono di farla studiare in Austria. Dopo una breve esperienza all'estero, Marjane tornerà in Iran e troverà un paese completamente cambiato.

Tratto da una graphic novel uscita in Italia in 5 volumi, PERSEPOLIS è un coraggisissimo racconto di un paese funestato da guerre e da contraddizioni, e con un fervore intellettuale intenso. Marjane, la protagonista di questo percorso, vive sulla propria pelle tragedie, incarcerazioni di parenti, restrizioni religiose e in seguito, nella permanenza in Europa, scopre l'amore, le droghe, il rock e tutto ciò che l'Iran le aveva proibito. Ne esce non solo fortificata, ma profondamente cambiata nell'animo, costretta però ad un ritorno in patria, che per via di un matrimonio sbagliato, si rivelerà un ennesimo fallimento. Accolto dalla critica in maniera trionfale (premiato a Cannes e candidato all'Oscar) PERSEPOLIS sotto forma di cartone acquista una diversa luce.

Difficile dimenticare alcuni momenti vissuti dalla protagonista: dai bombardamenti a Teheran, ai controlli rigidi e soffocanti dei Pazdaran (i poliziotti di regime), fino agli splendidi e intensi ritratti familiari. Lo scorrimento del cartone mantiene una leggerezza nel racconto che evita ogni possibile lungaggine, e costruito tramite sapienti flashback - dell' infanzia della protagonista e del suo viaggio in Europa - riesce a coinvolgere lo spettatore creando un profondo senso di identificazione. L'Europa stessa disegnata dalla Satrapi appare come un luogo di ribellione e di libertà, ma lontano dal paese d'origine e dalla famiglia, oltre che da certe tradizioni mai dimenticate.

Nonostante la sua intensità, il film non riesce a raggiungere pienamente la grandezza del fumetto: sia per la limitatezza temporale, sia per l'avvicendamento degli eventi, che risulta specialmente nella prima parte troppo svelto e incessante. Rimane la fedeltà assoluta nell'ironia - divertentissimi i rapporti con gli amici "alternativi" in Europa o la rinascita iraniana sotto la musica di Eye of the tiger - e nel delizioso tratto grafico: la toccante scena dell'incursione dei Pazdaran durante la festa tra amici a Teheran ne è un ottimo esempio. Un cartone che ha il suo valore, quindi, nei toni mai sopra le righe e assolutamente fedeli allo spirito di un paese troppo spesso tartassato dai luoghi comuni. PERSEPOLIS è fatto soprattutto di personaggi umani, e racconta la realtà iraniana con un occhio attento, sarcastico, coraggioso e profondamente reale.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[01-03-2008]

 
 
 
 
Commenti
  • Narda[05-03-2008 17:24:46]

    Anche La Meta' Nascosta di Milani, e Il silenzio tra due pensieri di Bâbak Payâmi hanno subito il ritiro dalle sale e la censura, due pellicole come tante che non riescono a vedere il sole in Iran. Persepolis ha il merito di aver portato alla ribalta, con la genuinità dell'autobiografia, i temi più scottanti della vita in Iran senza indugiare su nessun aspetto in particolare. Un racconto disilluso di come stanno le cose.

  • Frank Persia[05-03-2008 13:55:03]

    Credo che questo film più di quelli di Kiarostami, Panahi e Makhmalbaf sia a rischio in un paese come l'IRan Questo è il film più diretto e critico che sia mai uscito in Occidento, tra quelli che raccontano il paese. La famiglia iraniana, ma soprattutto la vita dei giovani, è assolutamente così, senza nessun tipo di sfumature o autocensura..

  • Narda[04-03-2008 15:45:30]

    Nel paese di Kiarostami, Makhmalbaf e Naderi quando le pellicole non vengono messi al bando sono censurati. L'alternativa è l'inattività o, come nel caso della Satrapi, lavorare all'estero. Pensare di poter vedere PERSEPOLIS a Teheran è, comunque, un'utopia. L'unica proiezione pubblica organizzata ma mai effettuata avrebbe tagliato la pellicola di un terzo perchè considerata "anti-rivoluzionaria". Così una tale perla che ricorda nelle silhouettes e nella bidimensionalità Lotte Reiniger è destinata a circolare clandestinamente.

 
 
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