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Mostra Ottocento alle Scuderie del Quirinale

da Canova al Quarto Stato, oltre 100 opere

di Nicola Navazio

Le sale delle Scuderie del Quirinale ospitano fino al 10 giugno “Ottocento. Da Canova al Quarto Stato”, un suggestivo percorso espositivo con oltre un centinaio di opere, esempio tangibile di un secolo foriero di slanci artistici che superano notevolmente produzioni francesi o inglesi del tempo. Un’iniziativa dall'alto valore culturale oltre che di identità nazionale, perché ripercorre un secolo che ha visto il formarsi del nostro Paese. Curata da Maria Vittoria Marini Clarelli, Fernando Mazzocca e Carlo Sisi, la rassegna dimostra con efficacia la grandezza di un periodo spesso bistrattato.

Da Appiani, Palagi e Hayez e i rappresentanti della Scuola Romantica a Milano ai Macchiaioli come Fattori, Lega e Signorini a Firenze fino ai Vedutisti come Morelli e la Scuola di Posillipo, la mostra testimonia non solo i risultati eccelsi ai quali gli artisti del tempo giunsero, ma anche tutta la modernità dell'Ottocento, un periodo cruciale che segna una svolta rispetto all'estetica classicheggiante dei decenni passati, gettando le basi per una pittura e una scultura moderne, capaci di cogliere l'identità, i fermenti sociali e culturali, le mutazioni urbanistiche delle città che prendevano pian piano il posto delle campagne.

Una pittura, che forte degli ideali risorgimentali e dei conflitti esistenziali nei Romantici, è stata capace di porre in primo piano la semplicità della natura e della vita quotidiana nel caso dei Macchiaioli, dei misteriosi percorsi dell'animo nelle tele di Morelli: contributi fondamentali a gettare le basi di una nuova idea di bello capace di raccontare in arte le inquietudini dell'uomo contemporaneo.

Si inizia al piano terra con “Maternità”, la tela di Previati capolavoro dell'arte divisionista, che annuncia, appunto in apertura, cosa partorirà quel secolo appiattito spesso da una lettura ideologica e didattica, cioè i linguaggi delle avanguardie e del Futurismo. Salendo, per arrivare alla balconata, si ammirano “I due Pugilatori” di Canova e il “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo, l’artista e l'opera che riassumono l'arco temporale della rassegna. Ma non solo, dal momento che il primo apre l’800 realizzando opere consolatrici, volte a restituire all'Italia i capolavori portati in Francia, mentre il dipinto di Pellizza è una negazione della civiltà contadina e anticipa, nella luce metallica, le città industriali di Boccioni. Giunti all'ingresso della prima sezione è però necessario voltarsi per questo colpo d'occhio straordinario che mettendo a confronto i marmi di Canova e il celebre quadro, fa dialogare l'eroismo neoclassico con quello moderno, rivisitato da Pellizza con "l'allure di un Raffello" nel segno del formalismo. Ed ancora le opere magistrali di un grandissimo Francesco Hayez (presente con strepitosi ritratti, sensuali nudi femminili e il celeberrimo “Bacio”) di Appiani, Fattori (con cinque capolavori come il poco visto “Ritratto della signora Meccatti Glori” e “La rotonda dei bagni Calmieri”), Lega, Signorini, Boldini, Segantini e molti altri ancora.

[01-03-2008]

 
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