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Roma truffata

Espulsione ingiusta di Mexes, e sfuma il sogno della vittoria a San Siro

l'esultanza di Totti Non c’è dubbio, la Roma ha sprecato. Troppo, per essere al Meazza. Ed è imperdonabile subire il pareggio a un minuto dal novantesimo, su azione di calcio piazzato. Ma quanto pesa l’espulsione di Mexes…

Al via, niente da fare per Mancini e Juan dopo il provino: in campo Vucinic e Ferrari. L’inizio è soporifero: proprio un paio di iniziative di Vucinic riscaldano l’ambiente, senza però impensierire Julio Cesar. La prima emozione è per la Roma, con un cross basso di Taddei nell’area piccola dopo un’azione veloce, con il portiere dell’Inter che anticipa Totti e Perrotta. Ma l’occasione clamorosa ce l’ha l’Inter al 16’: cross di Vieira, mezza rovesciata di Crespo e palla che impatta sul palo, spegnendosi sul fondo prima che intervenga Cambiasso. La Roma fa molto possesso di palla ma tira pochissimo (male Pizarro, troppi errori negli appoggi). Ma Totti è in ripresa, e la zampata arriva al 38’: Vucinic lancia Tonetto, solito cross col compasso e tiro di controbalzo del capitano che fredda Julio Cesar. Si va all’intervallo con la Roma che sogna.

Il secondo tempo si apre con una buona occasione per Taddei, che prova un pallonetto dal limite di poco a lato. Ma a favorire la Roma sono le scelte scellerate di Mancini: tre sostituzioni nella prima ora di gioco, e quando Maxwell si fa male i nerazzurri restano in dieci. A questo punto la Roma straripa, sfiorando il raddoppio prima con Aquilani, che a botta sicura dal limite trova il miracolo di Julio Cesar, e poi con Perrotta, che dal centro dell’area trova invece la respinta in extremis della difesa nerazzurra. Ma nel finale, ecco il protagonista che non t’aspetti: un Rosetti fin lì a dir poco all’inglese, decide di dire la sua. Punta Mexes e prima lo ammonisce per aver tagliato l’angolo di gioco mentre si avvicinava alla metà campo dopo un infortunio (il campo va attraversato fuori, ma quale grave vantaggio avrà procurato alla Roma questa azione l’arbitro prima o poi ce lo spiegherà…), poi, un minuto dopo, lo espelle per un’ancata lieve lieve a Crespo. A questo punto ci si aspetta che si inventi un rigore per l’Inter, ma la squadra di Mancini non ne ha bisogno: l’inerzia della partita è cambiata. Al 43’ Doni si supera su colpo di testa di Crespo, sull’azione successiva Zanetti trova un tiro-capolavoro dal limite che regala il pareggio alla capolista.

Si può dire ciò che si vuole sulle occasioni sprecate, su una squadra che magari non si è espressa al massimo (ma non è che l’Inter abbia fatto di più, anzi…), sulle rose che non sono numericamente paragonabili. Ma l’episodio di Mexes pesa come un macigno sul campionato, e arriva a coronamento di una sfilata di errori a favore dei nerazzurri che ricorda l’era-Juve del miglior Moggi. Ci hanno detto che il calcio è cambiato, ma la classe dirigente è rimasta la stessa. Ed è ora che qualcuno ci spieghi, infine, perché Moratti è stato portato ad esempio (e qualcuno questa convinzione la sostiene ancora) del calcio pulito.

Simone Luciani

Inter: Julio Cesar, Maicon, Burdisso, Chivu, Maxwell, Zanetti, Figo (17’ st Pelé), Vieira, Cambiasso (13’ st Balotelli), Stankovic (1’ st Suazo), Crespo. A disp.: Toldo, Materazzi, Rivas, Maniche. All.: Mancini.

Roma: Doni, Cassetti, Ferrari, Mexes, Tonetto, De Rossi, Pizarro (16’ st Aquilani), Taddei (42’ st Juan), Perrotta, Vucinic (32’ st Giuly), Totti. A disp.: Julio Sergio, Antunes, Brighi, Mancini.

Arbitro: Rosetti di Torino.

Marcatori:

Note: spettatori 50.000 circa. Ammoniti Burdisso, Taddei, Balotelli, Perrotta. Espulso al 39’ st Mexes per doppia ammonizione.

[28-02-2008]

 
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