Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Da sapere
 
» Prima Pagina
 
 

Capolavori che ritornano

mostra d'arte a Palazzo Ruspoli

di Nicola Navazio

I “Capolavori che ritornano” sono le oltre centro opere italiane tra dipinti, pale d'altare e sculture in marmo di autori eccelsi dell'arte veneta e toscana che il Gruppo Banca Popolare di Vicenza ha raccolto nell'arco degli ultimi dodici anni ed espone negli spazi di Palazzo Ruspoli a Roma fino al 15 giugno.

Dal Trecento al Novecento toscano e veneto, dal Tintoretto al Tiepolo, da Caproni al Maffei, capolavori che ritornano nel nostro Paese dopo un'opera di lungimiranti acquisizioni del gruppo bancario vicentino in collezioni private, nel mercato antiquario e nelle aste internazionali. L’iniziativa è stata curata dallo storico dell'arte Fernando Rigon, e segna un'inversione di tendenza promuovendo un ritorno non solo nello spazio ma anche nel tempo. Ogni opera è corredata da una scheda che ne traccia il percorso che ha fatto nel corso dei decenni e messa a confronto con opere similari in prestito da altre collezioni italiane. La mostra prende avvio dalla prima opera riportata nel nostro Paese dal progetto, cioè la “Madonna col Bambino” di Bartolomeo Montagna, bellissima, assisa su un trono di marmi policromi, riccamente decorato, intenta a leggere un libro, mentre il Bambino accenna a una carezza sul volto materno.

Realizzata a Vicenza a fine '400, la tavola, come le maggior parte delle opere esposte, trae la sua importanza principale dal rapporto con il territorio. Cuore del percorso espositivo è la sala dedicata al cosiddetto "Tesoro", ovvero l'eccellenza della collezione. Spiccano tre tavolette di Filippo Lippi, due crocifissi di Giovanni Bellini, frammenti di pale d'altare come la "Madonna con Bambino" di Giovanni Buonconsiglio, una suggestiva tela ad opera di Caravaggio del 1602 la "Coronazione di spine" nonchè l'innovativo per tecnica e capacità espressiva "Crocifisso con cimitero ebraico", olio su tela realizzato dal Bellini nel 1480. Ed ancora, il “Ritratto di gentiluomo con cappa bordata di ermellino” del Tintoretto, e le tele di Jacopo, Francesco e Leandro Bassano, nonché la “Testa di vecchio orientale” di Giandomenico Tiepolo. L'obiettivo dunque è quello di collaborare alla ricomposizione del patrimonio pittorico italiano restituendolo alla sua terra di origine per riportare in Italia, insieme a ogni "capolavoro che ritorna", anche un frammento della nostra storia e restituisce al suo contesto una testimonianza che ha comunque parlato al mondo della nostra cultura e dei valori che la ispirano. La degna conclusione del percorso trova in opere dell'Ottocento e del primo Novecento, di particolare qualità e notorietà, una tappa assai suggestiva il cui preambolo è costituito da una sorta di pantheon di sculture in cui primeggiano importanti marmi del Bartolini (più vicino al maestro tra gli allievi del Canova) presenti in copioso numero, che hanno per controcanto un celebre busto di “Calliope” di Antonio Canova, proveniente da Palazzo Pitti.

Oltre centro opere italiane negli spazi di Palazzo Ruspoli fino al 15 giugno

[28-02-2008]

 
Lascia il tuo commento