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I premi Oscar 2008

come da previsione trionfano i Coen

di Svevo Moltrasio

L’ottantesima edizione degli Academy Awards non ha regalato grandi sorprese. Un po’ come avvenuto nella scorsa edizione con il trionfo annunciato di Martin Scorsese e del suo THE DEPARTED. Sono mancati i grandi maestri, vuoi perché fermi quest’anno come il già citato Scorsese o anche gli abituè Spielberg e Eastwood, o perché troppo ostici come il caso del Coppola di UN’ALTRA GIOVINEZZA, fatto sta che questa è stata un’edizione più giovanile. Molti under 40 nella cinquina del miglior film, e lo stesso Tony Gilroy regista di MICHAEL CLAYTON sebbene non proprio un ragazzino era comunque alla sua opera prima. Sarà un caso ma alla fine hanno trionfato quelli con la carriera più lunga.

I fratelli Coen con il loro NON E’ UN PAESE PER VECCHI si sono aggiudicati 4 premi, tra cui quelli al film e alla regia, rispettando le previsioni. Aspettando di vedere in sala JUNO di Ivan Reitman – che è passato trionfando alla Festa del Cinema di Roma e che ha tutta l’aria di essere il solito fenomeno indipendente che l’industria hollywoodiana sceglie annualmente di sopravvalutare (lo scorso anno era il turno di LITTLE MISS SUNSHINE) – ci sembra di poter dire che il film dei Coen era sicuramente il più meritevole di una cinquina non proprio entusiasmante. Il loro atipico western contemporaneo - classico e duro per una buona metà con pochissimi dialoghi e molto sangue, inconsueto nella seconda parte con spaventose elissi e lunghi monologhi – pur non convincendo appieno, ripropone i due registi a buoni livelli dopo le deludenti commedie degli ultimi anni. Ed è impossibile trattenere gli applausi per la prima ora del film, con una tensione e una resa registica da brividi.

Tutto il contrario del sopravvalutato IL PETROLIERE di Paul Thomas Anderson, un grosso sfoggio di tecnica che abilmente ammalia lo spettatore illudendolo di essere al cospetto di un’opera monumentale. Era questo il grande duello, dato che entrambe le pellicole si contendevano otto nomination. Il film di Anderson si deve accontentare del premio all’attore protagonista, vera prova di grande accademia, andato all’irlandese Daniel Day-Lewis, e quello alla splendida fotografia di Robert Elswit. Per quanto riguarda le categorie degli interpreti la maggiore curiosità: quattro attori premiati tutti europei. E’ infatti francese la migliore attrice protagonista – la Marion Cotillard in versione Edith Piaf ne LA VIE EN ROSE -, spagnolo l’attore non protagonista – lo Javier Bardem spietato assassino di NON E’ UN PAESE PER VECCHI – e scozzese lo stesso premio al femminile – la Tylda Swinton di MICHAEL CLAYTON. In questa categoria si è consumata forse la maggiore ingiustizia, non tanto per l’ottima prova della Swinton, quanto per la monumentale interpretazione di Cate Blanchett in IO NON SONO QUI.

Per il resto prevedibili i due premi alle sceneggiature – JUNO originale, i Coen per l’adattamento – e sacrosanto quello a RATATOUILLE per l’animazione (ma non avrebbe di certo demeritato nemmeno l'intelligente PERSEPOLIS di Paronnaud e Satrapi). L’Italia festeggia per il premio alle scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per il noioso SWEENEY TODD di Tim Burton, e per la colonna sonora firmata da Dario Marianelli per ESPIAZIONE di Joe Wright. Dispiace che siano rimasti senza premi film che avrebbero meritato più attenzione già nelle nomination, e pensiamo al già citato IO NON SONO QUI di Todd Haynes, e anche a INTO THE WILD di Sean Penn e LO SCAFANDRO E LA FARFALLA di Julian Schnabel.

 
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[26-02-2008]

 
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