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All'Auditorium l'AlleviLive Tour

Giovanni Allevi: tutti i tour partono da Roma

di Francesca Giuliani

Si dice che l'assassino torni sempre sul luogo del delitto.
E Giovanni Allevi, a Roma, fa sempre strage di cuori a colpo sicuro. Roma, la sua città delle prime date. Come è stato per il Joy Tour (conclusosi sempre a Roma, lo scorso settembre), infatti, anche l'AlleviLive Tour 2008 è iniziato all'Auditorium Parco della Musica, nella Sala Santa Cecilia, già tutta esaurita un mese prima della data fatidica del concerto.

Eccolo là, il pianista con le All Star, che suona con la felpa e i blue jeans e che corre verso il piano con tutta la sua massa ondeggiante di riccioli scuri, accolto da una platea che più che da concerto di musica classica (contemporanea, ovviamente) sembra quella dell'Olimpico, quando c'è il derby. Roma lo adora, applaude, urla, non lo lascia parlare, e lui volentieri si fa interrompere e ringrazia, timido, riconoscente.

La scaletta è tutta nuova, un tonfo al cuore per gli affezionati che conoscono la sua produzione precedente la consacrazione del grande pubblico. I brani sono tratti da 13 Dita, del 1997, che come lo stesso Allevi afferma nel presentare uno dei pezzi "Non vendette quasi niente, e i miei discografici mi consigliarono di lasciar perdere", da Composizioni (del 2003, anche questo poco conosciuto), e arrivano ai successi più recenti, quelli di No Concept (2005) e Joy (2006). "Un viaggio nella mia storia", annuncia Allevi, una storia da romanzo, che presto diverrà anche libro, ma che in musica si esprime in tutta la sua straordinarietà, accompagnata da poche battute di commento, molte risate e tantissimi applausi.

Il maestro inizia dall'adolescenza, con Japan, la sua prima composizione scritta ad appena 17 anni. Si susseguono un Bach in discoteca (Sogno di Bach), brani di immensa dolcezza e ritmi più vivaci, poi il racconto del rapporto con la perfezione (Il nuotatore), l'entusiasmo dirompente che un raggio di sole sa trasmettere anche quando sono solo porte sbattute in faccia (Monolocale 7.30 am). Scherzo n°1, poi, è forse il primo grande riconoscimento per il compositore marchigiano, poichè ha creato l'occasione di collaborare con Nanae Mimura, la prima grande artista ad essersi interessata seriamente alla sua musica. Dopo la digressione sul "periodo milanese", città nella quale Allevi si trasferì con soli 700 euro in tasca e tanta voglia di fare, è la volta del racconto dell'approdo in America, in cerca di migliore fortuna come nelle storie dei pionieri, dal quale scaturì No Concept.

Allevi trasforma tutto in musica, e lo fa in maniera deflagrante, con una sincerità ed una passione che dallo spettacolo dal vivo sono enfatizzate fino a coinvolgere tutta la sala, perfettamente empatica, che segue con interesse il destino del pianista sognatore. Coraggiosissimo.

Allevi trasforma in musica le cose (la conchiglia Ciprea poggiata su una mensola), la natura (Il Vento, Luna), l'amore (Il bacio, Come sei veramente) le ansie (Panic, e Go with the flow, le parole che un cassiere di un supermarket di Harlem gli rivolse prima del suo concerto al Blue Note, ottenuto con quel tanto di geniale faccia tosta che serve per alzare il telefono e chiedere di poter suonare nel tempio della musica newyorkese, e quel tanto di talento che serve a disarmare i diffidenti, e ad ottenere il palco). Mette in musica anche la Notte ad Harlem, la sinfonia degli elementi che si ascolta in una strada della Grande Mela (Qui Danza), il dolore per la scomparsa di un amico nell'intensissima Ti Scrivo, nella quale ogni nota suona come una sillaba, e le mani che corrono sui tasti ricreano il fraseggio di una lettera scritta con sentimento.
Il leitmotiv è sempre uno: la paura di non farcela e la voglia di riuscire, sentimenti antinomici e centrali per Allevi, che oggi gode i frutti di un happy ending sofferto e patito, per nulla scontato, meritatissimo. "Perchè quando fai le cose con il cuore, in un modo o nell'altro, le porte si spalancano sempre".

In Joy, l'album della consapevolezza e della positività, si alternano esperienze, pensieri cosmici e sperimentazioni (come New Renaissance e Jazzmatic, anche queste suonate ieri), sempre condite di quella dialettica tra euforia e disforia che è caratterizzante la vita, le riflessioni e la creazione artistica.
A Roma regala, tra le altre, Prendimi (richiesta addirittura urlata durante un lungo applauso da uno spettatore in sala) e Back to life, che al pubblico spiega così "Ho scoperto che la mia forza è la mia fragilità, ed è stato come tornare a vivere, a respirare".
Allevi esegue anche il complicatissimo "L'Orologio degli Dei", vera prova di forza e dimostrazione di sostanza, una lotta con il piano alla ricerca del significato divino del battito del cuore umano, che si risolve nella quiete, nel silenzio, nell'ultimo tocco rinfrancato dopo la corsa a perdifiato tra le note. Spettacolare.

Il concerto non si conclude nella Sala Santa Cecilia, con l'ultima nata, Aria, ma si sposta a ridosso dell'uscita artisti dell'Auditorium, dove un capannello di persone sono pronte ad accogliere il pianista boccoluto, tra applausi, complimenti e flash di macchinette fotografiche. I più entusiasti? I bambini, con gli spartiti e i dischi sotto braccio, che Allevi chiama "colleghi" e incoraggia a proseguire nella musica, per diventare più bravi di lui.

La musica di Allevi è trasversale all'età e alla cultura, la sua forza è proprio quella di colpire nel segno delle emozioni, di lasciarsi seguire, sentire, interpretare, farsi provare sulla pelle dello spettatore, che come dice lo stesso compositore "è unico ed irripetibile, e completa la musica: è la vera opera d'arte". E a chi malignamente storce il naso e disdegna tutto quanto è classificabile come Popolare, dunque Pop, dunque gradito alla massa sapranno rispondere in modo convincente gli alleviani, che "In questo mondo col turbo, sono una razza marziana: gente pacata e gentile. Giovani ancora capaci di meravigliarsi delle cose della vita."

Che la musica stia finalmente scendendo in strada, abbandonando la torre d'avorio per un principesco "Monolocale" inondato di sole?
Se effettivamente ciò accadrà, sapremo a chi porgere i nostri ringraziamenti più sentiti.

Tutte le date di AlleviLive Tour 2008 su: www.alleviani.com

Ascolta la musica di Giovanni Allevi

[24-02-2008]

 
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