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Archeologia: operazione ''Ulisse''

recuperati 1.000 reperti archeologici

Da uno scavo clandestino in piena Etruria laziale a un esclusivo resort su Place Vendome a Parigi, passando per la milanese "bene" di Brera, il porto di Ginevra e Bruxelles. E' il lungo intinerario seguito dal Gruppo archeologico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza che ha riportato a Roma un corpus di circa mille reperti archeologici. Tra questi 400 "pezzi" sono di inestimabile valore, tra cui spicca l'affresco di origine pompeiana datato al I secolo a.C. strappato nel corso di scavi illegali negli anni '70 da una domus di Oplontis, l'attuale Torre Annunziata, insieme ad un raffinato mosaico di microtessere, con ritratto d'uomo, sempre databile al I secolo a.C..

L'affresco frammentario di origine pompeiana, dove si riconoscono scorci paesaggistici di templi, giardini, fontane e piazze a corte, tende a ricondurre ad uno degli ambienti della Villa di Poppea Sabina, moglie di Nerone. "Non sappiamo quale città rappresenti per via delle notevoli lacune. - spiega Giovanni Guzzo, soprintendente archeologico di Pompei - possiamo comunque ipotizzare una datazione tra il 78 e l'80 a.C. a cavallo dell'eruzione del Vesuvio".

Trentuno in tutto le persone denunciate nel corso dell'operazione durata tre anni, tra cui ci sono diciotto romani - tutti tombaroli e "operatori esperti del settore". L'operazione è partita dal monitoraggio di scavi clandestini individuati in Sardegna, Lombardia, Toscana e soprattutto lazio - racconta Vito Augelli - Da Cerveteri, Tarquinia e Vulci in località Montalto di Castro, indagando sui saccheggi riconducibili a importanti siti sepolcrali.

La finanza ha anche sequestrato 22 dipinti riferibili ad autori come Renoir, Degas, Picasso, De Chirico, e Schifano, ma di falsa attribuzione, Modigliani, Monet, Fontana, create ad arte per essere vendute ad istituti di credito e ottenere i finanziamenti per un giro di mercato immobiliare i cui proventi arrivavano a circa 3 milioni di euro.

L'operazione "Ulisse" della Guardia di Finanza, così chiamata per il felice epilogo di ritorno delle opere in Italia, è stata illustrata dal Comandante del Nucleo colonnello Vito Augelli, dal capitano Massimo Rossi del Gruppo archeologico delle fiamme gialle, dal soprintendente archeologico di Pompei Giovanni Guzzo, e dalla storica dell'arte Mariastella Margozzi della Galleria nazionale d'arte moderna.

 
 

[19-02-2008]

 
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