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La Guerra di Charlie Wilson

di Mike Nichols. Con Tom Hanks, Julia Roberts, Phlip Seymour Hoffman

di Rosario Sparti

Anni 80. Il deputato Charlie Wilson, che ama il whisky e le belle ragazze, con l’aiuto di Joanne Herring, miliardaria anticomunista, e di un bizzarro agente della CIA decide di liberare l’Afghanistan dall’invasione sovietica; incredibilmente, dopo trattative, diplomazia e danze del ventre, nel 1987 si interromperanno i bombardamenti russi.

Mike Nichols dirige una nuova opera, spinto dall’amico Tom Hanks, e ritorna a trattare temi a lui cari come la relazione tra guerra e potere politico a distanza di anni da film come COMMA 22, FRENESIE MILITARI o I COLORI DELLA VITTORIA. La pellicola, tratta dal bestseller del giornalista George Crile, affronta la storia vera di un “eroe” americano, ossia il democratico Wilson che, sotto spinta delle lobby fondamentaliste cristiane ed anticomuniste, condurrà gli USA a spendere annualmente 1 miliardo di dollari per addestrare e rifornire di armi il popolo afghano al fine di cacciare i sovietici.

Cinema che guarda ad un racconto incredibile di qualche decennio fa ma che risulta essere, dopo l’undici settembre 2001, ancora più inquietante ed improbabile. Sostanzialmente si tratta purtroppo della solita storia americana, in cui da oltreoceano si guarda ai conflitti esterni da risolvere “democraticamente” per poi andarsene senza riparare ai danni come evidenziato nel grottesco finale.

Supportato da un tris di premi Oscar, perfettamente calati in ruoli antitetici a quelli che sono soliti interpretare, Nichols sfodera l’arma della farsa e dell’ironia per mettere alla berlina in pompa magna lo spirito interventista USA tra montaggio di stile classico e dialoghi serrati. Un film, a tratti verboso, ma spesso divertente ed acuto costituito da uno spirito civile stile 70’s.

**1/2

[16-02-2008]

 
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