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Roma Contemporary Art

dal 28 febbraio la fiera internazionale dell'arte contemporanea

di Francesca Giuliani

L'impressione è che stia succendendo qualcosa di veramente grosso. Già nel titolo si trovano segnali precisi che indicano le intenzioni sulle quali si fonda il progetto: The Road to Contemporary Art lascia intendere che tutto nasca all'insegna di un concept orgogliosamente (inventiamo un neologismo?) Romacentrico. E non è solo il titolo, ad ispirare, ma anche la geniale visione complessiva che si riesce a percepire dietro l'evento e che sicuramente lo caratterizzerà rendendolo unico, anche nella sua realizzazione pratica.

Sì ma vi starete chiedendo di cosa io vaneggi, perciò tanto vale che i dettagli ve li dia subito.

Dal 28 febbraio al 2 marzo Roma ospiterà la prima edizione della Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea "Roma Contemporary Art".

Esaurite le formalità, saltano subito all'occhio due cose:

1) Si parla di Fiera. Perchè Arte e Commercio possono andare a braccetto con disinvoltura come avviene in tutte le grandi città dell'Arte internazionali, e se decidono di farlo anche a Roma significa che i tempi sono maturi e che anche qui c'è un mercato fertile. Cosa che ci porta direttamente al punto 2), Roma e la contemporaneità: un'associazione possibile. Anzi, un fatto, finalmente.

Gli sforzi che in questi anni sono stati fatti per reinventare l'immagine della nostra città, conciliandone l'aspetto di eternità, l'eredità storica che la permea, e la novità che sembrava non potesse trovare spazio in un luogo in cui il passato è così ingombrante e strutturale, stanno finalmente dando dei buoni frutti.
Dalle timide avvisaglie di voglia di presente ai grandi progetti architettonici per offrire alla contemporaneità delle residenze degne del compito (come il Macro, l'Auditorium, il "circuito" delle Case - come quella del Jazz, o quella della Letteratura - e l'ultimo fra i nati, il MaXXI) il passo è stato lunghissimo, e non sempre ben visto dagli stessi romani (è il caso della contestatissima Ara Pacis, un tentativo di pacificazione tra Storia e Oggi tanto estremo da sembrare quasi violento).
Ma il fiorire di Gallerie e Studi, di spazi espositivi privati accanto alle mostre istituzionali che si fanno sempre più spregiudicate (come nel caso del Palazzo delle Esposizioni, che dalla sua riapertura ha sempre proposto un'Arte complessa con punte di innovazione al limite del rischioso con Ceroli e Crewdson) sta emancipando Roma dalla sua immagine di Città-Da-Cartolina-E-Basta.
Una prospettiva, questa, nella quale è possibile inscrivere anche le altre grandi iniziative comunali, come "Cinema - Festa Internazionale di Roma" e le Notti Bianche.
Tutti progetti che, in questo momento di passaggio di consegne al Campidoglio, ci auguriamo non soffrano della transizione.

E l'idea di fondo di Rome Contemporary Art è proprio quella di cementare questo New Deal romano, per farne arrivare agli occhi del grande pubblico internazionale un'immagine distinta e nitida. Legittimare Roma ad essere Città Creativa, un nuovo grande centro di gravità dell'Arte mondiale, dell'Arte che vive e che si evolve oggi, anche qui.

Accennavo, qualche riga fa, all'unicità della realizzazione pratica della Fiera. Anche il punto di vista allestitorio, infatti, sarà curato nei minimi dettagli all'insegna della filosofia dell'iniziativa: the Road, the Market e l'insieme di Antico e Attuale.
La fiera sarà infatti ospitata all'interno di spazi strutturati in palazzi storici della Capitale: Palazzo Ferraioli, di fronte alla Colonna Antonina; il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia; Palazzo Rospigliosi al Quirinale; le Terme di Diocleziano; Palazzo Wedekind a Piazza Colonna, noto ai più come la sede storica del quotidiano Il Tempo; il Tempio di Adriano a Piazza di Pietra.
Ogni contesto sarà presentato per "ambienti successivi", proprio a sottolineare l'idea di Strada, che conduce lo spettatore in un viaggio nel presente e gli permette di portare via con sé pezzi di esperienza, come nella tradizione delle grandi Esposizioni Universali ottocentesche.

Se durante la lettura avete sentito languore allo stomaco, o la più classica acquolina in bocca, vi consiglio di visitare il sito www.romacontemporary.it , dove troverete tutti gli orari, le mappe e gli elenchi di artisti e galleristi che esporranno le loro opere.
E sperate insieme a me che quella sezione ancora Under Construction intitolata "Edizioni Future" venga presto aggiornata con notizie confortanti.

[15-02-2008]

 
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