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Across the Universe

la prima opera rock per il cinema al Farnese

di Alessandro Tiberi

“Across The Universe”, la prima opera rock per il cinema del nuovo millennio, scritta e cantata con le parole dei leggendari Beatles, torna sugli schermi, al cinema Farnese di Campo de' Fiori, dove rimarrà in proiezione speciale ogni giovedì sera, fino a data da destinarsi.

E come cornice ideale al film-rivelazione della scorsa Festa del Cinema di Roma, anche una mostra fotografica con gli scatti dei fan risalenti all'unica tappa italiana dei Fab Four, nel 1965, nell'allora Teatro Adriano. Non solo, anche un centinaio di vinili rari e d'epoca, gelosamente custoditi in questi anni da decine di cultori e appesi in delle apposite teche nel foyer e nei corridoi del cinema Farnese.

Quindi, ogni giovedì sera, il documentario "Back to help" di Emilio Lari, a cui farà seguito la proiezione speciale del capolavoro di Julie Taymor, film candidato all'Oscar per i costumi dopo aver sfiorato la vittoria del Golden Globe come miglior film. “Trovo giusto che certe pellicole debbano avere una lunga vita nelle sale - spiega Fabio Amadei, gestore e direttore artistico del cinema Farnese – purtroppo la rincorsa verso film nuovi da parte di esercenti e distributori rischia di bruciare pellicole che vivono col passaparola e che si alimentano di settimana in settimana. In questo modo, programmandolo per i prossimi mesi, ogni giovedì, fino a data da destinarsi, il pubblico potrà dare al film la visibilità che merita”. I film di culto nascono anche così, un po' come successe a Milano per "The Rocky horror picture show" che rimase più di sei mesi in vari cinema d'essai o il recente caso de "Il vento fa il suo giro" di Giorgio Diritti. L'evento è realizzato in collaborazione con Persol.

Jude e Lucy (Jim Sturgess ed Evan Rachel Wood), uno lontano dalla sua Liverpool perché in cerca del padre mai conosciuto, l'altra in attesa che il fidanzato rientri dall'inferno del Vietnam. Si troveranno, amandosi, sullo sfondo degli States Anni '60, quando tragici eventi e spinta verso il cambiamento, mobilitazione per il raggiungimento di una pace universale e repressione di ogni nuova ventata li costringeranno a scelte difficili e dolorose. Vero e proprio musical, interamente poggiato su 33 brani dei Fab 4 riarrangiati da Elliot Goldenthal, "Across the Universe" è caratterizzato dalle partecipazioni eccellenti di cantanti come Joe Cocker, senzatetto in metropolitana che canta “Come Together”, e Bono Vox, sorta di poeta beat sulle orme di Neal Cassidy, cantando “I Am the Walrus” e “Lucy in the Sky with Diamone” sui titoli di coda. "Ho pensato al lavoro di Paul McCartney, John Lennon, George Harrison e Ringo Starr considerandoli come dei compositori, provando a dimenticare che fossero i Beatles, altrimenti impossibili da migliorare, per mettere in luce le qualità di questi poeti musicisti, scomponendo e decostruendo le loro canzoni e mantenerne integra l'essenza, elemento che determina le motivazioni dei protagonisti nel racconto", dice il compositore delle musiche originali del film. L'80% delle canzoni sono registrate dal vivo, in presa diretta, "cosa molto rara per i film contemporanei", sostiene Julie Taymor, ed è stato concepito "partendo dall'ascolto dell'intera discografia dei Beatles. "La cosa più interessante – conclude la Taymor - è che tutti i protagonisti del film sono giovani della stessa età dei personaggi che interpretano e, come loro, si interrogano oggigiorno sull'attualità di orrori come il conflitto iracheno". "Quello su cui dovremmo riflettere è che negli anni '60 il dissenso poteva essere espresso solo in quel modo, scendendo per le strade, non era possibile nascondersi dietro un monitor e farlo sapere al mondo attraverso ‘My Space’. E' una questione di reazione chimica: si è parte di qualcosa e si riesce a stabilire un miglior contatto con gli altri solo fianco a fianco, per questo spero che 'Across the Universe' possa rappresentare un buono stimolo per tornare a celebrare, nelle piazze del mondo, il concetto di pace e amore".

[15-02-2008]

 
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