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Sogni e delitti

di Woody Allen. Con Ewan MacGregor, Colin Farrell

di Svevo Moltrasio

I fratelli Ian e Terry si ritrovano in continuazione senza soldi. Quando uno si innamora di una bella attrice e l’altro sprofonda nei debiti, decidono di chiedere aiuto al ricco zio. Questo gli assicura il proprio appoggio ma in compenso chiede un piccolo favore.

Presentato in anteprima al Festival di Venezia, l’ultimo film inglese di Woody Allen, che segue la commedia SCOOP, non è piaciuto quasi a nessuno. Di nuovo di fronte a un dramma e un omicidio, ovunque si è ricorsi ai soliti paragoni con CRIMINI E MISFATTI, Dostoevskij e il recente MATCH POINT, con la prevedibile accusa di scarsa vena creativa da parte dell’instancabile autore.

In questa cupa vicenda londinese, il regista sceglie di abbandonare l’alta borghesia per immergersi nella working class, con protagonisti due fratelli poco affidabili e squattrinati. Plagiati da uno zio miliardario, pur di realizzare i propri sogni, portano fino in fondo un drammatico impegno. Contrariamente a quanto si dice in giro, Allen sorvola di nuovo sul prevedibile senso di colpa e segna un passo avanti rispetto all’analogo MATCH POINT: la sceneggiatura e la messa in scena di questo film raggiungono con maestria una secchezza rara per il regista. Non scava nei personaggi, non cerca di dare delle vere motivazioni agli avvenimenti, utilizza dei salti temporali sempre più rimarcati, cercando di alleggerire qualsiasi orpello per arrivare al nocciolo dell’operazione: un resoconto freddo e cinico di un mondo drammatico sempre in balia del fato, senza colpevolizzare nessuno, tenendosi lontano da simpatie o moralismi.

Lo spettatore è così preso in confusione, spiazzato da un epilogo che lascia molti dubbi sul vero colpevole – lo zio - e su le conseguenze – la famiglia - con una resa dei conti dal sapore beffardo. Ancora una volta Allen esprime il proprio pessimismo, con sempre più coerenza e abilità, grazie ad una regia davvero matura che sfrutta al meglio l’apporto di grandi collaboratori. Meno appassionante e ricco di MATCH POINT, soprattutto nell’affresco sociale, ma ancor più cupo ed essenziale, e a suo modo privo di imperfezioni. Ingiustamente sottovalutato.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[11-02-2008]

 
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